Che cosa vuol dire chiudere veramente una-storia

Guida Guida

Non basta dirsi che è finita, né dirlo all’altro. Bisogna anche esserne convinte, sentirlo veramente.

“Non voglio più vederti”. “Da oggi sono io senza di te”. “E’ andata così e ti auguro il meglio”. Oppure: “fammi la cortesia di non scrivermi più”.

Quando una storia finisce sembra che ci sia sempre un’ultima "cosa" da aggiungere.

Qualcosa da dirsi per garantire a se stesse e all’altro che sia chiusa veramente. Come uno scotch su uno scatolone prima che sia spedito. Come il cartellino del prezzo attaccato a un abito in vendita. Come la marca da bollo, i bigliettini di auguri, i post-it lasciati sul tavolo per un promemoria.

Ma è davvero di quella parola in più che abbiamo bisogno?

Se c’è una cosa che accomuna tutte le storie in chiusura è che nessuna si chiude a semplici parole. Non basta dirselo, insomma.

La fine di una relazione bisogna sentirsela dentro.

Accettarla, interiorizzarla, farsela andare giù. Allora comunicarla all’altro sarà solo una formalità. Poi ci sono gli strascichi, ovvero quelle sensazioni che continui a trascinarti dietro, quelle emozioni, quei luoghi, quei momenti che ti ritornano in mente fino a quando non lasci andare il passato.

Quel che conta è che, nel mentre, sia passato davvero.

Chiudere (veramente) una storia significa questo. Vuol dire decidere di percorrere una nuova strada, da sole. Perché insieme all’altro quella strada non è più percorribile, semplice. Né tantomeno felice. Amore, arrivederci.  

Foto @ holly | Fotolia.com

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