Perché il pessimismo salva l’amore

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Il successo di una storia sta nella capacità di dirsi che potrebbe non funzionare.

Nella vita, a un certo punto, bisogna scegliere a che invenzioni credere. Pensiamo all’amore. C’è chi crede ancora che trovarlo sia tipo come "andare al supermercato". Vedi i prodotti esposti, selezioni quelli che rientrano nel tuo range d’acquisto, ne scegli uno preferito. Poi vai alla cassa ... et voilà! Fatto. Ma il vero conto lo paghi dopo, più in là. Quando ti accorgi, dopo anni di relazione, di stare con qualcuno da cui non sei amata. E che forse non ami, neanche tu.

Il motivo? Non basta scegliere la persona perfetta per avere l’amore perfetto. O, meglio, non esiste quella perfezione che con tanta cura ci si illude di aver trovato.

Lo pensa anche lo scrittore svizzero Alain De Botton. E come dargli torto? La persona giusta, senza difetti e irreprensibile, non esiste: non c’è, in nessuno scaffale. Inutile quindi attaccarsi a sconti e bonus dell’anima gemella e del partner ideale.

Un rapporto di coppia si costruisce sulle differenze e sull’assemblare ciò che non va.

Non sul compiacersi della perfezione dell’altro. La bellezza dell’amore sta nel pessimismo. Nel riconoscere quello che non piace e nel valutare insieme se vale la pena correggerlo in altro. La realizzazione di una storia sta nella lucidità di dirsi che potrebbe anche non funzionare. E nella meraviglia di ricredersi quando "quella buona volta” funzionerà. Aguzzate la testa: non è così malvagia e servirà davvero al cuore, per battere meglio.

Foto @ DDRockstar | Fotolia.com

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