Lucrezia’s Love Tips: Lasciarsi andare all'amore è sinonimo di "sofferenza garantita"?

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Love & Sex Teller
Lucrezia Holly Paci
Amare significa soffrire? La paura di amare può portarci a rifiutare l'altro? L'abbiamo chiesto alla nostra esperta di amore e vita di coppia, Lucrezia.

Siamo tanto alla ricerca dell’amore e, quando arriva, non ci sentiamo abbastanza pronte ad accoglierlo. E’ una situazione strana, quasi conflittuale. Da una parte non vediamo l’ora di lasciarci andare insieme all’altro. Dall’altra siamo quasi terrorizzate all’idea di lanciarci. Soprattutto quando ancora non conosciamo abbastanza qualcuno per poterci fidare, viviamo l’esperienza del “lasciarsi andare” come un vero e proprio lancio nel vuoto.

Le domande che ci facciamo sono tante e, più cerchiamo risposte, più i punti interrogativi aumentano. Passiamo dal chiederci se lui sia quello giusto al domandarci se siamo pronte all’amore. A volte, poi, viviamo l’arrivo dell’amore come una sorta di fregatura, di trappola, di sofferenza garantita. Sembra quasi che l’amore sia una minaccia o qualcosa che arrivi solo per scombussolare, creare confusione e destabilizzarci.

Il punto è che la confusione ce la creiamo da sole. Perché di fronte all’amore a volte battiamo in ritirata, quando invece vorremmo prendere la rincorsa. L’uragano non è fuori ma dentro di noi. Non è “l’altro” che ci manda in confusione: è il non ammettere quanto vorremmo metterci in gioco con lui (e il non concedercelo!) a farci sentire “strane” e “su di giri”.

Quando ci difendiamo dall’amore accampando scuse che neanche ci convincono, la sensazione che ci arriva è di perdere il contatto con una parte di noi. Quella fragile e forte al tempo stesso, che vorrebbe sperimentarsi in qualcosa di più grande se soltanto l’altra parte - più razionale - mollasse le redini, le desse fiducia e la lasciasse fare.

La paura di soffrire, in realtà, ci tiene lontano dalla felicità: non dalla sofferenza. Quando non facciamo qualcosa per paura di soffrire, di fatto seguiamo le indicazioni della sofferenza. La paura diventa la nostra linea guida, lo schema di marcia. Magari evitiamo di metterci in gioco, ma reprimiamo una parte di noi che continuerà a sentirsi compressa, infelice, arida, insoddisfatta.

L’amore è un salto nel vuoto, è vero. Ma è un salto che si fa in due. Tenendosi per mano e percorrendo la strada che ci porta verso una dimensione più autentica, complessa e profonda. Più lasciamo entrare qualcuno nella nostra vita, più questo qualcuno entrerà a farne parte. E avrà – per così dire – “il potere di ferirci” ma soprattutto “il potere di renderci felici”.

Non possiamo pretendere di sperimentare la felicità e fare i conti con la vita se non siamo disposte a dialogare con la nostra parte più spaventata e rassicurarla. “Non è niente: solo amore che arriva e paura che se ne va”, potremmo dirle. L’amore arriva all’improvviso e, quando accade, tocca la nostra parte più sensibile. Quella con cui ha già avuto a che fare e che, quindi, lo riconosce al volo.

In realtà è proprio nel salto che diventiamo più forti e resistenti. Possiamo scegliere se restare piccole e ferme come soprammobili a vedere la vita attraverso una vetrata, o togliere il vetro e sentire le emozioni addosso. Possiamo provare a lasciarci andare insieme all’altro e a fidarci.

Amare qualcuno non è una corsa a velocità costante: rallentare, quando sentiamo il bisogno di fermarci, è possibile. Così come lo è accelerare, quando l’emozione passa alla guida e la voglia di stare con l’altro supera ogni paura.

CREDITS

Autore
Claudio Lucca

Regia
Claudio Lucca

DoP
Claudio Lucca

Montaggio
Claudio Lucca

Operatori
Claudio Lucca e Valentina Mele

Assistente di Produzione
Claudiu Rednic

Producer
Michele Rossi

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Amore e coppia
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