Come funziona la "teoria dei tre guardiani" in amore

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L'amore ci libera dalle nostre gabbie. Paura, vergogna, senso di colpa sono i tre guardiani che ci sorvegliano. Ecco come ne usciamo, una volta che iniziamo ad amare l’altro.

A chi non è capitato di avere amici che, riguardo alla propria vita sentimentale, dicessero: “tra noi è tutto perfetto”? Non è un caso se queste coppie (in cui tutto sembra "rosa e fiori") sono poi le prime a scoppiare.

Quando entriamo in una relazione profonda con qualcuno, non può essere tutto sempre “ordinato e meraviglioso”.

Ogni giorno, conosciamo l'altro un gradino più a fondo: ci avventuriamo in “stanze” della sua anima prima nascoste, in zone d’ombra dove sono accatastate ferite e paure. Allo stesso modo, l’altro comincia a scoprirci. Saltano fuori i primi difetti reciproci, i lati più spigolosi, "le cose che non vanno”. Paradossalmente, più ci addentriamo nella conoscenza dell'altro, meno ci sentiamo a nostro agio.

Si dice che l’amore non sia amore, se non scombussoli.

Per questo, rimanere in equilibrio quando si è sull’onda del sentimento, è difficile. Quando ci accorgiamo che ci stiamo innamorando di qualcuno? Quando sentiamo le farfalle nello stomaco, quando non dormiamo la notte per una telefonata chiusa male, quando una sua parola fuori posto ha il potere di ferirci.

A volte abbiamo paura di perderci. Altre volte ci sentiamo in colpa nei suoi confronti. Altre volte ancora, ci vergogniamo di mostrare una nostra fragilità.

Ci sembrano i momenti più critici, ma sono anche i più importanti. Vuol dire che stiamo toccando e vedendo lati intimi di noi nella relazione con l’altro. Per questo ci sentiamo “in gabbia”, senza accorgerci che la verità è un’altra: stiamo uscendo dalla gabbia. Siamo finalmente fuori dalla nostra “comfort zone”. Allora vediamo che, oltre quelle sbarre (che avevamo messo intorno per proteggerci da altre storie e ferite), c’è dell’altro a cui possiamo andare incontro.

Per quanto la possibilità ci spaventi e ci faccia sentire “fuori luogo”.

Paura, senso di colpa e vergogna sono i "tre guardiani" che ci urlano contro e ci inseguono, quando apriamo la porta e facciamo un passo fuori in più. Il bello, poi, arriva dopo: una volta che ci siamo allontanate a sufficienza dalla gabbia, quando i tre guardiani spariscono. Ecco allora che non li sentiamo più perché siamo libere di correre dove ci va. E di lasciarci andare, alla luce del sole, con l’altro.

Foto @ Franz Metelec - Fotolia.com

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