Come distinguere le relazioni sane da quelle dannose

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Ci sono relazioni che ci migliorano la vita e altre che ce la peggiorano. Ecco perché (e come) è importante saper riconoscere chi ci fa bene. E separarci da chi non ce lo fa.

Quando siamo coinvolte in una relazione, valutarne oggettivamente la "salubrità" è difficile. Vuoi che “ci siamo dentro fino al cuore”, vuoi che vediamo l’altro anche per quello che non è, vuoi che accettare la realtà non è un passo immediato. Il punto è che non sempre scegliamo relazioni “sane”: ci sono volte in cui ci imbarchiamo in storie più grandi di noi, amando persone che, fin dall’inizio, non promettono alcunché di buono e che, nel tempo, continuano a ferirci.

Ci sono amori che ci “salvano” la vita e amori che ce la “rovinano”. Sta a noi scegliere chi avere accanto.

In una relazione sana entrambi i partner si mettono in gioco: danno e si danno all’altro. Si comprendono, si accettano nelle diversità e lasciano l’altro libero di muoversi verso la propria felicità.

In una relazione dannosa, invece, uno dei due partner (se non entrambi, alternandosi) tende a sottrarre e sottrarsi all’altro.

Silenzi, ripicche per vendetta, ricatti, attacchi insensati di gelosia. Le proprie fobie vengono riversate sul partner che viene additato, senza avere colpe, come se fosse “il vaso di Pandora” responsabile di tutti i dolori e malesseri dell'altro. Imparare a distinguere tra i due tipi di relazione significa allenarsi a scegliere la propria felicità che, a volte, può non includere la presenza dell’altro. Soprattutto quando si rivela nocivo per noi.

Foto @ Andrei Korzhyts | Fotolia.com

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