Cosa fare se hai un partner mammone

Guida Guida

E’ legato alla madre e per lui lei resterà sempre “la prima donna tra tutte".

Una mia amica usciva sempre con le sue amiche il sabato sera, nonostante avesse un fidanzato. Un giorno le chiesi come mai lui non ci fosse mai nel weekend.

La sua risposta fu: “Ma quale sabato sera insieme! Lui anche il sabato sera cena con la madre”.

Questo episodio è perfetto per introdurre il profilo del partner mammone: è qualcuno che al primo posto metterà sempre sua madre, e poi tutto il resto. Non lo fa volontariamente, e probabilmente non è neanche consapevole. Qualunque figura femminile abbia accanto il paragone con la madre scatta per lui nell’immediato. E’ un confronto da cui la sua donna uscirà sempre perdente.

“Non sarai mai all’altezza di mia madre” è la frase tipica del partner mammone.

Se non te la dice, la pensa e se la tiene per sé. Ma la situazione non cambia. Prenderà sempre le sue difese, anche quando la madre ha torto e le consentirà di introdursi nelle proprie relazioni perché “la mamma è sempre la mamma” e “sa cosa è meglio” per lui, per te e per tutto ciò che vi riguarda. Questo dare spazio senza limiti porta a conseguenze inevitabili, che logorano la complicità di coppia.

La “suocera” diventa invadente: lo chiama a qualunque ora, magari ha anche le sue chiavi di casa, gli cucina, si permette di dargli consigli su come comportarsi con te.

In questo caso l’errore più grande che tu possa fare è schierarti contro sua madre: automaticamente ti metterai anche il tuo partner contro.

Non ci sarà motivazione che ti farà avere la sua approvazione. D’altro canto non puoi neanche accettare questa situazione e fartela andare giù. La pazienza ha il suo limite! Cosa fare allora? Per prima cosa prova a farti amica la madre di lui: è più facile risolvere un problema quando conosci meglio il nemico. Non criticarla apertamente, non mostrarti contrariata né scortese. Sii accogliente e prova a organizzare una cena a tre. All’inizio.

Prova a uscire dalla dimensione del conflitto con la suocera e a costruirne un’altra dove a mettere i paletti sei tu.

Chiaramente questa strategia è temporanea: puoi adottarla nel tempo che serve per vedere se qualcosa cambi. La soluzione migliore e più efficace è rendere consapevole il tuo partner del rapporto morboso che lo lega alla madre e invitare lei ad aprirsi a nuove persone e prospettive. Nella maggior parte dei casi il partner mammone ha perso il padre da piccolo, o ha avuto una figura paterna assente, o troppo debole. Al punto che ha finito con il farne le veci. Comprensione, astuzia e invito al cambiamento: usa queste tre risorse per smuovere le acque.

Non sei la terapeuta di nessuno.

Ma è probabile che, così facendo, qualcosa, anche nel suo piccolo, cominci a cambiare. Allora la strada migliore sarà quella di un buon terapista familiare. Nel frattempo, in bocca al lupo!

Foto @ Piotr Marcinski | Fotolia.com

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