Cos'è la Giornata Mondiale contro l'Omofobia, Bifobia e Transfobia

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Giornata mondiale contro l'omofobia, ecco cosa sapere su questa ricorrenza che combatte odio e discriminazione. 

Cos'è la Giornata Mondiale contro l'Omofobia, Bifobia e Transfobia

Minacce, intimidazione, scherno e violenza vera e propria: l'omofobia, la bifobia e la transfobia hanno molte facce ed espressioni nella società contemporanea. Nel 2007 il mondo ha assistito a un picco di dichiarazione contro il mondo omosessuale da parte del primo ministro Polacco. Questo atto palesemente discriminatorio ha portato il Parlamento Europeo a indire una giornata dedicata al tema.

La data prescelta per la Giornata Mondiale contro l'Omofobia, la Bifobia e la Transfobia è il 17 maggio. Ecco come si è arrivati a questa celebrazione.

Il 26 aprile 2007 il Parlamento Europeo sanciva l'istituzione della ricorrenza internazionale con diverse motivazioni, in cui si chiedeva tra l'altro la depenalizzazione mondiale dell'omosessualità, invito ancora non accolto in molti angoli del globo.

Nelle motivazioni si legge la richiesta di "garantire che la discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale in tutti i settori sia vietata completando il pacchetto legislativo contro la discriminazione basato sull’articolo 13 del trattato Ce, senza il quale lesbiche, gay, bisessuali e altre persone che si trovano a far fronte a discriminazioni multiple continuano a essere a rischio di discriminazione".

L'Italia, da sempre Paese che ha scelto il silenzio sul tema, non ha una legge che disciplina i crimini di omofobia, bifobia e transfobia. C'è solo un disegno di legge, firmato da Ivan Scalfarotto, approvato alla Camera il 19 settembre 2013 e fermo in Senato da tre anni e mezzo.

In questo testo non solo si inseriscono i reati di discriminazione e istigazione all'odio e alla violenza omofobica, ma si va ad ampliare il raggio d'azione della legge del 25 giugno 1993, n. 205 detta anche legge Mancino, dedicata ai crimini legati all'ideologia e alle azioni nazifasciste. Con il progetto di Scalfarotto verrebbe introdotta l'aggravante di omofobia.

Nel corso dei secoli sono in tanti ad essersi battuti per i diritti dei gay. Del resto la storia dell'omofobia è molto lunga, risale addirittura al tempo della Genesi. Il primo a battersi per il riconoscimento e la tutela delle persone omosessuali fu Magnus Hirschfeld vissuto tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento, medico sessuologo di origini ebraiche che si scontrò con il Nazismo.

Ma il movimento per i diritti LGBT come lo conosciamo oggi inizia nel 1968 con i Moti di Stonewall. Stonewall era un locale gay del Greenwich Village a New York in cui Sylvia Rivera, ragazza transgender, si ribellò gettando una bottiglia contro la polizia, intervenuta per disperdere i clienti.

Negli anni Ottanta moti omofobici scoppiarono in concomitanza con il dilagare dell'Aids, per anni considerata una malattia legata al mondo gay. Si diffuse la convinzione che il virus fosse una punizione divina, viste anche le morti celebri come quella di Freddie Mercury e Rudolf Nureyev.

Oggi sono i molti gli operatori al servizio della comunità Lgbt. Sono in molti a lottare per i diritti degli omosessuali, sempre più garantiti e riconosciuti, come dimostra il diffondersi della legalizzazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso. Si parla di transessualità e identità di genere. Persino Papa Francesco ha aperto alla comunità, dicendo: "Accogliete gay e trans, è quello che farebbe Gesù oggi". 

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