Giornata mondiale contro omofobia: i dati della discriminazione

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Gay Help Line ha elaborato una mappa della violenza fisica e morale in Italia, attraverso le storie di tutte le persone che chiedono aiuto per telefono

Giornata mondiale contro omofobia: i dati della discriminazione

Dal 2006 il Gay Center aiuta omosessuali, bisessuali e transessuali ad affrontare le incertezze e le difficoltà di una vita complicata dai pregiudizi, dai giudizi e - quando va male - dalla violenza. A 11 anni dalla nascita del servizio, il Gay Center ha calcolato che sono circa 220mila le persone che hanno chiesto aiuto da tutta Italia. Si va dai minori ai professionisti, che denunciano aggressioni sul lavoro, a scuola, in famiglia.

In occasione della Giornata Mondiale contro l'Omofobia, la Bifobia e la Transfobia, il Gay Center ha diffuso una serie di numeri che disegnano la mappa di un fenomeno atroce e purtroppo ancora molto diffuso

Secondo i dati diffusi dal Gay Center, il servizio viene utilizzato maggiormente al centro: il 44,5% degli utenti chiama da Bologna, Firenze, Roma. Il 34,5% dei richiedenti aiuto vive al nord, mentre solo il 21% chiama dal Sud. “Quest’anno - dichiara Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center, intervistato da Repubblica - registriamo un aumento di casi a Milano, nonostante investiamo di meno in comunicazione e di conseguenza siamo meno presenti”.

I soggetti più vulnerabili sono gli adolescenti, spesso segregati in casa. "Un minore, parlando di nascosto con noi al telefono, ci ha inviato le foto in diretta del padre che sfonda la porta della sua stanza prima di picchiarlo", ha raccontato a Repubblica Marrazzo. Nonostante l'approvazione di una legge sulle unioni civili, l'omofobia dilaga e resta un crimine impunito anche per la mancanza di una legge contro l'omofobia.

A chiedere maggiormente aiuto sono gli uomini: chiama il 58%, seguiti dal 37% di donne, mentre solo il 5% dei trans ha il coraggio di denunciare discriminazioni e chiedere supporto. Questa partizione si segmenta ulteriormente quando si analizza l'orientamento sessuale. Il 47% delle telefonate è fatto da gay o lesbiche - tra le più maltrattate sia perché donne sia perché omosessuali. Segue chi non ha fatto ancora coming out (37%), i bisessuali e gli eterosessuali (8%).

Dai racconti emergono dettagli raccapriccianti: stupri di gruppo ai danni di una ragazza lesbica, esorcismi ("la religione cattolica è ancora un ostacolo alla libertà", spiega Marrazzo), bullismo a scuola (fattore che provoca l'abbandono scolastico, anche a causa dell'impreparazione dei docenti sul tema).

Il lavoro è un altro universo problematico per omosessuali e transessuali che, oltre al precariato, devono affrontare anche discriminazioni. Spesso vengono licenziati senza ragioni, se non quella della propria identità sessuale

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