Come aiutare l'uomo a combattere la Sindrome di Pollicino

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Cosa può fare la donna quando il proprio partner soffre della Sindrome di Pollicino? Ecco qualche utile consiglio.

Non sono solo le donne a lamentarsi e a non essere quasi mai soddisfatte delle proprie misure ma lo sono anche gli uomini, soprattutto quando si tratta di una parte specifica del loro corpo.

Ok, chiaro che ci stiamo riferendo proprio al pene e alzi la mano la donna che non abbia mai sentito un uomo lamentarsi delle sue scarse misure o che non abbia trascorso qualche secondo della propria vita ad impugnare un righello per capire esattamente di quanti centimetri la natura abbia deciso di graziarlo – o di privarlo.

Se pensiamo poi che solo in Italia sarebbero almeno venti mila all'anno gli uomini che si rivolgono agli specialisti per richiedere l'allungamento del pene (ad averne davvero bisogno, però, sarebbe solo il 3 o 4 per cento di coloro che la desiderano) e che nel novantacinque per cento dei casi la scelta di sottoporsi a tale intervento è puramente estetica, ci si rende conto di quanto sia diffusa la cosiddetta Sindrome di Pollicino, ossia la paura patologica di avere un pene troppo piccolo, anche quando esso effettivamente non lo è.

A soffrire di questa sindrome sarebbero soprattutto gli uomini che hanno un'età compresa fra i 14-15 anni e i 35-40 anni e che di solito sono giovani con tratti psicologici ossessivi, affetti da una timidezza tale che col tempo si trasforma in fobia sociale.

E se il problema non può certo essere risolto puntando solo ad un intervento chirurgico (che la maggior parte delle volte, come abbiamo visto, non sarebbe neppure necessario), è soprattutto dal lato psicologico che bisogna lavorare per superare a Sindrome di Pollicino.

Cosa può fare la donna qualora il proprio compagno sia affetto da questo tipo di fobia patologica?

Cercare di dare fiducia al partner, in questo caso, si rivela gesto di estrema necessità ed efficacia. Molto spesso la paura di avere un pene di dimensioni scarse è legata soprattutto all'errata convinzione che sia sintomo di altrettanta scarsa virilità, e che un uomo con il pene piccolo non sia in grado di soddisfare sessualmente una donna. Il che è completamente falso.

La partner che vuole aiutare il suo compagno, deve fargli capire che il suo piacere sessuale non è in alcun modo legato alla lunghezza del pene (come effettivamente è) e che la donna prova piacere soprattutto grazie ad altri meccanismi, primo fra tutti il coinvolgimento emotivo e la conoscenza che ella ha di se stessa (una donna che conosce bene se stessa e il proprio corpo sa anche come muoversi per provocarsi piacere).

Fare tanti complimenti al partner per le sue prestazioni sessuali e per il suo pene, dirgli che lui è il migliore e che nessuno è in grado di provocarvi piacere come fa lui, possono essere tutti trucchi per far accrescere la sua autostima e per aiutarlo a superare il problema. A patto che siate convincenti e che lui stesso se ne convinca, dato che un problema psicologico trova risoluzione quando chi ne soffre convince prima di tutto se stesso.

Foto © apops - Fotolia

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