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Cosa fare quando si è allergici al lattice

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Parlarne senza remore e acquistare un condom di natura diversa per evitare l’allergia. Ecco le alternative per gestire intimamente l’allergia al lattice.

Cosa fare quando si è allergici al lattice

Gonfiore, screpolature, eruzioni cutanee, prurito intimo, arrossamento. Quando c’è un’allergia al lattice, i sintomi sono chiari ed evidenti. Si passa dalle manifestazioni più “leggere” a quelle più eclatanti. Come la difficoltà a respirare, il forte senso di nausea, l’orticaria e, per le allergie più gravi, lo shock anafilattico. I sintomi compaiono subito: nell’arco di un’ora o, comunque, in 24 o massimo 72 ore.

Di questa allergia possono soffrire sia lui che lei e, a volte, in mancanza di una buona confidenza intima, possono esserci dell'imbarazzo a parlarne.

L’allergia al lattice, però, non ha in sè nulla di sbagliato: chiunque può averla, esattamente come chiunque ha il diritto di proteggersi non solo da un'eventuale allergia ma anche dalla trasmissione di virus e malattie sessuali. Soprattutto se non si conosce ancora bene la persona che si ha davanti.

La soluzione migliore è acquistare condom che abbattano gli effetti collaterali dell’allergia al lattice: come quelli in poliuretano o, come alternativa, in propilene o sensoprene.

Tutti e tre facilmente reperibili in farmacia. Piccola nota: i preservativi non in lattice sono meno elastici dei tradizionali. Al momento dell’acquisto sarà allora bene valutare con attenzione la taglia dei preservativi per restarci “comodi”. E non rischiare piccoli inconvenienti (come lo sfilamento o la rottura del condom) durante il rapporto.

Foto @ Victoria M | Fotolia.com

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