5 nuove tecniche per raggiungere l'orgasmo clitorideo

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Founder di MySecretCase
Norma Rossetti

Stimolare il clitoride per raggiungere l'orgasmo: è opportuno conoscere la nostra anatomia e sperimentare tecniche diverse. Scopriamo di più.

Guardare la vagina è un lavoro a tempo pieno. Devi scendere, specchiarti, assumere la posizione giusta, la giusta luce, abbassare la testa, piegare la schiena, è faticoso”. Parola di Eva Ensler e dei suoi Vagina Monologues del 1996. Ed è vero, perché conoscere l'anatomia delle proprie zone intime – che implica un'attivazione concreta e continuativa nella vita di tutti i giorni - è un abc imprescindibile per il raggiungimento del piacere. Se no godi, ma non sai bene come e perché. E devi affidarti alla bravura o all'intuito di lui.

Tutt'al più che la penetrazione non basta: secondo un'indagine Ifop del 2015, 8 donne su 10 raggiungono l'orgasmo solo previa stimolazione del clitoride con o senza penetrazione vaginale.

Ecco allora che masturbarsi diventa il migliore strumento conoscitivo per capire dov'è il clitoride, come funziona e come interagisce con punto G e vagina per darci l'orgasmo clitorideo tanto atteso. Anche perché toccarlo non basta, ci sono il come, il quando e il dove. E almeno cinque tecniche diverse, come ci racconta anche OMGyes, il primo sito al mondo di video-tutorial sull’autoerotismo femminile.

Rhythming

Secondo uno studio condotto su 1055 donne di età compresa tra i 18 e i 94 anni dal Journal of Sex and Marital Therapy, è la tecnica in assoluto più amata dall’universo femminile con l’81% delle preferenze. Si tratta di aumentare il ritmo di stimolazione dello stesso movimento, o su e giù o da destra verso sinistra. Richiede però che il clitoride sia già in “erezione”, proprio come fosse un pene (cosa che in realtà è, a ben vedere). Esiste un sex toy appositamente pensato per questo, lo Sqweel.

Layering

È il movimento circolare sul clitoride, sconsigliato in caso di ipersensibilità a meno di indossare le mutandine. Questo gesto richiede maggior lentezza rispetto al “su e giù” – il che lo rende abbastanza incompatibile con il rhythming - ma si può agire in profondità, passando da uno sfioramento leggero ad una pressione più convinta. Ad amarlo è il 78,1% delle donne (che hanno potuto scegliere anche più opzioni contemporaneamente).

Switching 

Come suggerisce la parola stessa, consiste nel passare velocemente da una tecnica all’altra. Non molto diversa dal “wandering”, dove a cambiare sono più che altro la velocità, la pressione e la direzione all’interno dello stesso movimento, è amata dal 76% delle donne. A creare un po’ di varietà, laddove lingua e dito non bastino, può contribuire il finger vibe, il vibratore da dito disponibile in più versioni.

Edging 

Eccoci alla più famosa di tutte (76%), arrivare al limite per poi fare un passo indietro. Chi l’ha provata sostiene di aver poi raggiunto un orgasmo molto più lungo e intenso. Si tratta di fermarsi o rallentare sul più bello per poi ricominciare lentamente. Siccome agli uomini già viene naturale perché durante la penetrazione devono spesso fermarsi per non eiaculare troppo presto, tanto vale trasformarla in qualcosa di piacevole indossando un anello vibrante che stimoli il clitoride.

Orbiting

Perfetta su chi ha il clitoride talmente sensibile da avvertire come fastidiosa qualsiasi stimolazione diretta, consiste nell’accarezzare e premere il tessuto circostante, la vulva e piccole labbra senza mai toccarlo sul cappuccio. Il clitoride, infatti, proprio come il pene, non è fatto di solo glande, ma presenta lungo tutto l’aria circostante e nella parte interna non visibile ad occhio nudo milioni di innervazioni. Sapevate, ed esempio, della presenza del punto U? Ma questa è un’altra storia, tutta – e molto presto – da raccontare.

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