Donne di successo: Sophia Amoruso, la milionaria appassionata di abiti vintage

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A soli 23 anni Sophia Amoruso crea un mercatino su eBay che in breve tempo conquista un'ampia platea di shopping addicted di abiti usati. Alla sua storia Netflix ha dedicato anche la serie tv "GirlBoss" .

Donne di successo: Sophia Amoruso, la milionaria appassionata di abiti vintage

Nel 2013 Business Insider la definì la più sexy CEO vivente. Ma oltre ad essere una bellissima donna, Sophia Amoruso è anche un piccolo genio del business. Senza terminare gli studi, affetta da depressione e disturbo da deficit dell'attenzione, Sophia è riuscita a creare Nasty Gal Vintage, un'impero online basandosi solo sul suo buon gusto in fatto di vestiti, le nozioni di fotografia imparate a scuola e Internet.

Ecco come Sophia Amoruso ha creato Nasty Gal Vintage.

Nel suo libro "#GirlBoss" il sottotitolo già dice molte cose sull'avvetura intrapresa da Sophia Amoruso a soli 23 anni: "Come ho creato un impero commerciale partendo dal nulla". Perché a quell'epoca non aveva davvero niente, solo un'ernia.

Nel 2007 Sophia ha 23 anni. Vive da sola a San Francisco. Scopre di avere un'ernia inguinale, cosa che la costringe a trovarsi un lavoro che le paghi l'assicurazione sanitaria. Questo le viene permesso grazie all'impiego di receptionist all'Academy of Art University.

Nello stesso anno ha l'idea di lanciare uno store su eBay in cui vendere oggetti e capi vintage. Il nome - Nasty Gal - le viene in mente ispirandosi all'album della cantante funk e icona di stile Betty Davis.

 

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Il primo oggetto che Sophia mette in vendita è un libro rubato quando era solo una teenager di Portland.

 

Nel 2008 viene bandita da eBay. Le cause non sono state mai davvero chiarite. C'è chi sostiene che inserisse dei link nei feedback dei customer di altri store. Lei stessa ha dichiarato di aver abbandonato volontariamente la piattaforma a causa della regola per cui un venditore non può lasciare commenti negativi ai propri clienti. C'è anche chi l'ha accusata di inserire lei stessa dei rilanci nelle vendite dei suoi capi.

Fatto sta che nel 2008 Nasty Gal conquista un proprio spazio indipendente e gli incassi passano dai 223.000 dollari di quell'anno a circa 23 milioni di dollari nel 2011, cosa che porta il New York Times a definirla "la Cenerentola della tecnologia".

 

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La parabola di Sophia Amoruso ha iniziato la sua caduta quando, dopo un libro pubblicato nel 2014 e una serie tv annunciata da Netflix nel 2016, a novembre dello stesso anno la compagnia ha dovuto dichiarare bancarotta e lei ha dovuto dimettersi prima da CEO di Nasty Gal e poi da presidente. Ora Nasty Gal è di proprietà di Boohoo Group, che l'ha acquistata per 20 milioni di dollari. Continua ad occuparsi di abiti, scarpe e accessori, rivenduti sotto il proprio brand. La serie tv "Girl Boss" è stata cancellata dopo solo una stagione.

Sophia Amoruso guarda quella storia da lontano. La serie di Netflix non le è piaciuta e, sebbene abbia collaborato con i creatori, in un post su Instagram ha raccontato di voler raccontare da sé la sua storia: "Sì, può essere difficile - dice, pensando al suo percorso -. No, non sono una stronza. No, qualcuno di nome Shane non mi hai mai tradito". E poi conclude: "Era una buono show ed è stato un privilegio lavorare con persone così di talento, ma vivere la mia vita come una caricatura è stato difficile, anche se solo per due mesi".

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