Storia del bikini: anni 60, fuori l'ombelico!

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Sono gli anni '60 e il bikini esiste da quasi 15 anni. Gi anni '60 sono gli anni delle contestazioni, e le dimensioni del bikini si riducuno.

Storia del bikini: anni 60, fuori l'ombelico!

 Il 5 luglio 1946 Louis Réard, in ricordo del bombardamento dell'atollo in Micronesia, faceva indossare a una spogliarellista la sua rivoluzionaria invenzione: il bikini. Negli anni 60, abbandonati i pudori di culotte coprenti e reggiseni castigati (pur sempre un salto in avanti rispetto ai "vestiti da bagno" degli anni Dieci del Novecento), il due pezzi riduce ulteriormente le sue dimensioni, mostrando al mondo l'ombelico delle donne.

Dall'essere ostracizzato e messo all'indice dai concorsi di bellezza, nel 1960 il bikini vede il suo primo momento di gloria.

Dive come Brigitte Bardot e Ursula Andress che resero il bikini un simbolo di sensualità e bellezza

Il cinema fu uno dei veicoli più efficaci per diffondere l'abitudine di indossare il bikini in spiaggia. Nel 1962 Ursula Andress progettò il Dr. No Bikini indossato nel film "Agente 007 - Licenza di uccidere". Viene considerato dai più come il due pezzi più famoso di tutti i tempi perché esaltava le forme dell'attrice.

Ma in quegli anni non fu il solo. Se quello di Andress fu il più famoso, di certo quello di Raquel Welch fu il bikini più sexy. Nel film "Un milione di anni fa" l'attrice impersonava una meravigliosa donna preistorica, vestita solo di un due pezzi di pelle che lasciava molto poco all'immaginazione.

Foto Olycom

Secondo la storica della moda Jamie Samet il bikini ha rappresentato una seconda liberazione. "Non c'era niente di sessuale, era una celebrazione della libertà e un ritorno delle gioie della vita", aggiunge. Infatti, indossare un bikini era un modo per vivere più attivamente il piacere del mare. Prima le famiglie si recavano in spiaggia per godere del calore del sole. Il due pezzi libera la voglia di vivere il mare completamente.

Oltre a numerosi omaggi cinematografici, il bikini è stato anche protagonista del mondo musicale. Brian Hyland gli ha anche dedicato il brano "Itsy Bitsy Teeny Weeny Yellow Polka Dot Bikini" dove però l'indumento non compare, ma è scolpito inevitabilmente nella mente di tutti.
 

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