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Topic: Riduzione e riutilizzo rifiuti |
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Nessuna tregua per le nostre coscienze ecologiche! Appena finirà la Settimana Internazionale del pannolino lavabile, ne partirà subito un'altra, sempre su un importante aspetto relativo alla riduzione dei rifiuti che produciamo ogni anno: si tratta della "Compost Awareness Week", dedicata alla promozione del compostaggio domestico. Per chi non lo conoscesse ancora, il compostaggio è il procedimento che porta all'auto-smaltimento dei nostri rifiuti organici (avanzi di cucina, scarti di cibo, potature e residui verdi, ecc), che rappresenta oltre un terzo del totale dei rifiuti prodotti mediamente da ognuno di noi. E' un processo che permette di trasformare i residui alimentari e vegetali in compost attraverso decomposizione e umificazione, grazie all'azione di micro-organismi quali batteri e funghi. Altro non è, insomma, che la riproduzione in un ambiente piccolo e controllato, di quello che la Natura compie da sempre, rimaneggiando risorse non più utili a una parte del sistema per metterle a disposizione di un'altra. E' il ciclo ininterrotto della vita, senza scarti, in cui tutto segue o precede qualcosa, secondo il principio "nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma": l'Uomo ha rotto questo cerchio creando il rifiuto e, di conseguenza, ha impoverito l'Ambiente, senza tornare ad arricchirlo; fare il compostaggio vuol dire ricreare una fase di questo ciclo.
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E' iniziata la settimana internazionale del pannolino lavabile, che si concluderà il 2 maggio...sapete quanto io ci tenga a questo argomento! Sono molto soddisfatta che ci siano iniziative in molte parti del mondo e che si parli sempre più diffusamente dei pannolini lavabili! Io ne avevo già parlato tempo fa, affrontando il tema del pannolino lavabile "sì o no"? Sono ormai passati quasi 5 mesi da quel post ( come passa il tempo!!!) e le mie esperienze con i pannolini lavabili si sono moltiplicate, e soprattutto qui in Italia si sono moltiplicati i Comuni che adottano iniziative volte a promuoverne l'uso. La sensibilità dei neo genitori va aumentando e di pari passo anche l'ambiente ringrazia! Parlando di pannolini lavabili si potrebbe fare un ulteriore passo avanti e parlare anche degli assorbenti femminili lavabili. Esistono anche quelli e si utilizzano con lo stesso meccanismo dei pannolini lavabili. Se si ha una buona manualità e un po' di pazienza si possono addirittura confezionare in casa... con un notevole risparmio economico e nei confronti dell'ambiente! Mi rendo conto che, per chi viaggia molto o ha scarsa manualità ci ptrebbero essere delle difficoltà, troviamo però due alternative in commercio, da tenere in considerazione: la Moon Cup e gli assorbenti ecologici. Sulla Moon Cup ho sempre e solo sentito meraviglie, si tratta di una coppetta in silicone anallergico che va a sostituire i comuni tamponi, con indubbi vantaggi di anallergicità e di zero rifiuti nell'ambiente. Gli assorbenti ecologici si basano sullo stesso principio dei pannolini ecologici, sono biodegradabili e compostabili, (anche la bustina è in mater bi) ma sono ancora poco diffusi sul territorio nazionale...purtroppo! Che ne pensate?
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Per lavoro o per diletto iniziano ad affacciarsi davanti a me molti viaggi all’orizzonte... Io adoro viaggiare e vedere posti nuovi per conoscere le abitudini, anche ecologiche, dei cittadini che incontro. Ne ho avuto un esempio in Svezia, con il compostaggio comunitario, e credo continuerò a trovarne in ogni angolo dei Paesi che visiterò. Un aspetto però mi lascia quasi sempre insoddisfatta: la sistemazione alberghiera. E’ molto difficile riuscire a non provare dispiacere davanti a micro flaconcini di bagnoschiuma, cuffie da doccia super imballate e cambio giornaliero di asciugamani. In soccorso di chi, come me, patisce questo stile di viaggio sono arrivati gli eco hotel: strutture ricettive dagli alberghi ai B&B in Italia dove si sottolinea e ricerca la sostenibilità, dall’utilizzo di energie rinnovabili all’abolizione delle confezioni mono uso per i detergenti. Nella mia Regione, il Piemonte, è attivo il progetto ”Fair Hotel” che si occupa proprio della riduzione dei rifiuti nel settore alberghiero, un buon segnale che dovrebbe “contagiare” anche altre Regioni.. speriamo!
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Ci voglio provare! Complice l'iniziativa del 27 marzo che si è tenuta ad Udine, “Udine senza plastica” voglio provare anche io a passare un'intera giornata senza plastica. Che significa una giornata senza l'utilizzo né l'acquisto di imballaggi, senza borse in plastica per la spesa, senza bottigliette dell'acqua in borsa e così via... Sicuramente si può fare, parto convinta con questo proposito! Inizio la mia giornata bevendo latte alla spina sempre con la mia stessa bottiglia in vetro, non mangio merendine confezionate né fette biscottate in mono porzioni “implasticata” e opto per il pane fatto in casa con marmellata fatta da un'amica in un ex barattolo di olive. Mi avvio come sempre al lavoro, senza caricare la borsa di bottigliette d'acqua, in ufficio bevo sempre l'acqua del rubinetto e abbiamo brocche e bicchieri di vetro a disposizione di tutti. Fin qui tutto bene, mi comporto come sempre. Il tasto dolente arriva all'ora di pranzo dove iniziano le difficoltà del mangiare fuori ecosostenibilmente.. Inizio con l'ordinare al bar una caraffa d'acqua del rubinetto, meno male che qui in zona il progetto “imbrocchiamola!” ha avuto molto successo e nessun esercente crea la minima difficoltà a servire semplice acqua in caraffa. Ho avuto cura di scegliere un posto che non dà agli avventori le posate usa e getta bensì le classiche in metallo. E anche il pranzo è andato!
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Vi ricordate la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti che si è svolta a novembre? Ecco: lunedì, a Bruxelles, c'è stata la premiazione dei migliori progetti a livello continentale e... l'Italia è riuscita a portare a casa una statuetta (tra l'altro costruita simbolicamente con materiali di scarto, ovviamente)! I premi in palio erano cinque, uno per ciascuna tipologia di concorrenti: pubbliche amministrazioni, associazioni, imprese, scuole e altro (ospedali, case di riposo, ecc).
Sul podio, per il nostro Paese, è finita una scuola di Pozzuoli (il VII Circolo didattico, per la precisione), con il progetto "Fa la differenza" , che ha visto i piccoli alunni diffondere tra la cittadinanza le tematiche della riduzione dei rifiuti.
Tale azione ha previsto, innanzitutto, la creazione da parte dei bambini più piccoli (quelli che frequentano la scuola per l'infanzia) di borse di carta riutilizzabili. I più grandicelli (ovvero quelli della scuola primaria, ex elementari) si sono quindi occupati della distribuzione in un mercato rionale, raccogliendo interviste e pareri della gente sull'iniziativa e trasformandosi in veri e propri "promoter" delle buone pratiche di riduzione e prevenzione dei rifiuti. Il tutto si è chiuso con una conferenza, uno spettacolo degli alunni e l'esposizione di oggetti fatti con materiale di scarto, dai nastri alle borse fatte con le buste da caffè di scarto.
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