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Ha detto mamma!

Topic: Igiene e cura del bebè

Pubblicato il 02 dicembre 2009 da lamammadellavale in Igiene e cura del bebè

Per tagliare le unghie a Piccolapeste bisogna avere tempo e bisogna essere almeno in due.
Per questo motivo l'ingrata operazione viene rimandata al weekend quando, normalmente, LaFamigliadellaVale è al completo.

Fino a poco tempo fa il momento migliore per procedere era al mattino presto, quando i tempi di reazione della co-creatura sono più ritardati.

Fino a poco tempo fa la sequenza dei movimenti prevedeva:

  1. trasporto di Piccolapeste nel lettone,
  2. ricerca delle forbicine-con-le-punte-smussate,
  3. allattamento a destra e simultaneo sfoltimento delle unghie degli arti destri,
  4. allattamento a sinistra e simultaneo sfoltimento delle unghie degli arti sinistri.

Da qualche settimana, però, la co-creatura ha sovvertito tutte le abitudini:

  1. non vuole più venire nel lettone (preferisce di gran lunga correre alla finestra per vedere le foglie che cascano e i primi bau che escono);
  2. non sopporta che altri armeggino con le forbicine-con-le-punte-smussate (le piace da matti togliere e mettere la guaina protettiva);
  3. non si precipita più verso il seno materno gridando voracemente "tetta" (preferisce armeggiare col biberon o il cucchiaio).

Il Matte ed io abbiamo cercato di elaborare strategie alternative, ma finora nessuna ha dato i risultati sperati. Nell'attesa di trovare una soluzione, facciamo quello che possiamo e procediamo al ritmo di due unghie a weekend.

Per fortuna tra poco ci sono quattro giorni consecutivi di vacanza, forse ce la facciamo!

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Piccolapeste si avvicina ai 18 mesi.

L'approssimarsi dell'evento suggerisce al mio cervello tre possibili piste di ragionamento:

1) tra poco dovrò cambiarle di nuovo il guardaroba;
2) forse sarebbe ora di cominciare a farle frequentare stabilmente altri bambini (con l'arrivo dell'inverno le soste ai giardinetti diventano, ahimè, sempre più brevi);
3) sta per iniziare la seconda fase dello sviluppo secondo la teoria di Freud.

Dopo una breve riflessione il cervello stabilisce che:

A) pensare al guardaroba da rifare è inutile adesso, meglio farlo in uno dei 150 negozi per bambini di cui ho la tessera;
B) non è il caso di mettere in discussione ciò che la famiglia ha già deliberato da tempo: facciamo passare l'inverno (e le malattie ad esse connesse) e poi cerchiamo un nido che ci piaccia;
C) Freud????

Non so proprio come mi sia venuto in mente, ma già che ci sono approfondisco. Cerco di richiamare alla memoria i pomeriggi liceali passati a studiare il fondatore della psicanalisi, ma il risultato è pessimo.
Chiedo aiuto a Wikipedia. Tra le altre cose leggo: "Le fissazioni provocate in questa fase (...) sono provocate soprattutto dal modo in cui è stato imposto al bambino l'uso del vasino".

Non è proprio un concetto rassicurante per chi come me sta per iniziare l'avventura dello spannolinamento, ma decido di continuare il mio corso di psicologia in pillole. Controllo la voce fissazione: "In psichiatria per fissazione si intende uno stallo di una pulsione che non trova sbocco: il soggetto si ritrova in balia di un pensiero fisso od un'abitudine ineliminabile che ne mina, anche profondamente, i rapporti sociali e la soddisfazione personale".

Neanche questo è un concetto molto rassicurante. Comincio a provare un certo senso di disagio. Chiamo la mia amica neuropsichiatria. "Sì è vero, il passaggio al vasino è un momento molto importante per lo sviluppo del bambino e bisogna saperlo gestire, ma è meglio che ne parliamo a quattr'occhi... Intanto non ti preoccupare e soprattutto non leggere Freud in pillole".

Quali tremende conseguenze può avere il modo in cui i genitori propongono il vasino? Il senso di disagio si sta lentamente trasformando in angoscia.
Decido di sospendere le ricerche e vado a pranzo.

Quando torno al lavoro, il mio cervello mi dà uno dei consigli più saggi che mi abbia mai dato: "Mai cercare di richiamare alla memoria ciò che è stato dimenticato (anche se si tratta di Freud). Se la memoria l'ha cancellato avrà avuto le sue buone ragioni".

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Pubblicato il 02 settembre 2009 da lamammadellavale in Igiene e cura del bebè
Quando la Vale è nata mi sembrava avesse tanti capelli; in realtà, riguardando ora le foto, mi viene da sorridere.
La picciridda (come la chiama Claudio, uno dei miei colleghi preferiti) era stempiatella e sulla nuca non aveva che quattro ciuffi. Perché la pelata posteriore scomparisse del tutto ho dovuto aspettare il sesto mese, quando cioè Piccolapeste ha cominciato a stare in altre posizioni che non fossero quella sdraiata.

Ora che Vale ha un anno, però, posso dire che ha DAVVERO tanti capelli: le coprono quasi gli occhi. Le nonne dicono che dovrei tagliarglieli, ma come coiffeur sono negata (non riesco neanche a tagliare i capelli al Matte con la macchinetta). Purtroppo anche il resto della famiglia non brilla per doti manuali.
Che faccio? Ci provo rischiando di ridurre la frangetta della Vale a una specie di percorso accidentato oppure porto la Vale dal parrucchiere (ma secondo voi accettano i bimbi di un anno?).
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Domenica in casa nostra è il giorno delle pulizie: vetri, pavimenti, porte, lavatrici a pieno ritmo e soprattutto bagno alla Vale.
Mia sorella dice che sembriamo la famiglia Ingalls, quella de La casa nella prateria. Purtroppo ha ragione!
Eppure noi viviamo a Milano e non Walnut Grove, siamo nel 2009 e non agli inizi del '900, giriamo in macchina e non in calesse, abbiamo l'acqua corrente e l'elettricità... che vergogna!

Pensare che ero una di quelle che non sopportava il fatto di avere i capelli sporchi e li lavava tutti i giorni. Ora evito di guardarmi troppo allo specchio perché la chioma bianca che incalza e le punte sfibrate dei capelli mi mettono un po' a disagio.
Per fortuna, almeno per la Vale, intervengono i nonni e le garantiscono una o più sessioni supplementari di pulizia completa. Be', almeno lei, ha i capelli sempre puliti (per la casa, invece, non c'è speranza).
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Pubblicato il 26 giugno 2009 da lamammadellavale in Igiene e cura del bebè
Se mi chiedessero qual è il mio sogno ricorrente in questo periodo, risponderei senza alcuna esitazione: dormire!!!
Per dieci ore di sonno filato rinuncerei anche ai fantastici manicaretti di nonna Adele (rischiando la guerra con il Matte per il quale la "schiscetta" della suocera rappresenta l'unica possibilità di mangiare qualcosa di diverso dal pesto pronto) e sarei anche disposta a non comprare nessun paio di scarpe per un anno, nemmeno le ciabatte.

Da quando è nata, infatti, Piccolapeste si sveglia almeno una volta per notte; normalmente alle 4 o alle 5 quando poi per me diventa più difficile tornare tra le braccia di Morfeo.
Sull'argomento a casa nostra sono state organizzate vere e proprie tavole rotonde: la mia amica Patty e la zia Anna sono del parere di lasciar piangere la Vale in modo che si abitui a gestirsi da sola, nonna Adele e la moglie del pediatra invece dicono di provare ad aspettare un po', ma poi di intervenire.
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