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 Finalmente è arrivato Vogue.it Ci voleva proprio, nel senso che Style.it non rispecchiava proprio l'immagine del mensile più patinato che da 45 anni ci regala le foto di moda più belle al mondo.
Il senso di questo sito, come racconta la stessa Sozzani nel suo primo editoriale online, sta nell'apertura di Vogue al grande pubblico. Il che ci sta ed è il proseguimento virtuale di un processo che è già partito con la Vogue Fashion Night (di cui se volete potete diventare anche fan su Facebook!). Del resto, il modo migliore per vivere la rete, anche per il re dei magazine di moda, è di adattarsi al suo linguaggio democratico e multimediale.
I contenuti del sito partono spesso da approfondimenti di servizi presenti in edicola sul cartaceo. Il cartaceo resta alto, inarrivabile. L'online si propone di essere meno algido, di scendere dal piedistallo e di contagiare il grande pubblico con contenuti extra e foto di backstage. I video di sfilata e le foto dei dettagli sono un contenuto di cui Vogue non poteva fare di certo a meno. Non si tratta di una novità, nel senso che ormai tanti sono i siti a proporle. Promosso in toto il formato dei video, che è abbastanza grande da lasciar intuire i dettagli degli abiti, i tessuti e gli accessori. È un po' come stare in prima fila e non è per niente male.
Altri contenuti video molto apprezzabili sono nella sezione Beauty, come l'intervista alla strafamosa truccatrice Pat McGrath. I close up sui trucchi sono molto ultili per capire come riproporli. E poi vengono dati consigli sui trend di stagione con piccoli strilli che escono in sovraimpressione. Stiamo parlando di buoni compromessi tra idee di servizio e un approccio moda di alto livello. Le "voguistas" della sezione Trend sono le fashion victim immortalate stile The sartorialist. È lo street style, quello più bello, più creativo. Quello che si vede in giro per le città e di fronte alle sfilate: per esempio nei giorni scorsi a Londra alla Somerset House. Non poteva mancare nemmeno una sezione dedicata allo shopping e a come creare il proprio stile seguendo uno specifico trend. Non ha un acronimo molto invitante, è vero. Ma la sezione P.A.T.A. dedicata a ciò di cui People Are Talking About è di estrema attualità. Si parla di chirurgia di botulino e champagne (insieme) e della rinascita della cultura del narcisismo amplificata dal Web.
Che dire, in questo Vogue.it c'è davvero di tutto. Unico neo il font usato per gli articoli, coerente con Vogue ma poco leggibile per chi come me passa al computer gran parte della giornata. Forse amo troppo Style.com, la faccia virtuale di Vogue America. È così graficamente pulito ed invitante che immergermi nel total black di Vogue Italia mi appesantisce un attimo le ali della fantasia. La home non è male, ma forse c'è un pelo di confusione e a quel touch di rosso mi devo ancora abituare. Sicuramente ha personalità. Anyway congrats e benvenuto Vogue.it!
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