Come cambia il regime dei minimi nel 2016

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Cerchiamo di capire in cosa consiste il regime dei minimi e come cambierà nel 2016 a seguito della legge di Stabilità. 

Il regime dei minimi è un particolare regime fiscale naturale, in vigore dal 2008, a cui possono accedere i contribuenti, sia che si tratti di professionisti che di imprese individuali, che presumono di avere un volume di ricavi al di sotto dei 30 mila euro nell’arco di un anno.

Chi vi accede non deve avere dipendenti o collaboratori e non deve aver acquistato, nel triennio precedente, beni per un importo superiore a quindicimila euro. Inoltre non deve aver effettuato cessioni all'esportazione e non aver erogato utili ad associati in partecipazione con apporto di solo lavoro.

Sono esclusi dal regime dei minimi coloro che non sono residenti e chi opera in attività con regime speciale Iva, come quello editoriale, e chi effettua attività di cessione di immobili oppure di mezzi di trasporto nuovi.

Se i requisiti vengono meno termina anche il regime dei minimi: ad esempio se nell'anno si supera la soglia dei 30mila euro di ricavi per oltre il 50% del valore stesso ovvero 45.000 euro.

A seguito della Legge di Stabilità, nel 2016 è previsto l’assorbimento del regime dei minimi in quello forfettario: il regime fiscale diventa più favorevole grazie all’innalzamento dei tetti di reddito e a una maggiore accessibilità da parte dei lavoratori dipendenti

Chi aprirà la partita IVA nel 2016 passerà dal regime dei minimi al regime forfettario, quindi dal 1° gennaio 2016 l’unica partita IVA a regime agevolato sarà quella con il regime forfettario anche se il regime dei minimi potrà essere mantenuto fino alla naturale scadenza.

Come anticipato, tra le novità del 2016 vi è anche l’accesso al regime dei minimi 2016 dei lavoratori dipendenti: al di sotto dei 30mila euro è possibile unire al lavoro dipendente un’attività autonoma in regime dei minimi.

Foto@ www.unioneartigiani.lo.it
 

Imposta del 15%

Nel nuovo regime agevolato forfettario il reddito viene tassato con un’imposta del 15%, sostitutiva dell'Irpef, delle addizionali regionali e comunali e dell'Irap.
 

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