Sicurezza in casa, come tenere fuori i ladri

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Dalla porta blindata all'antifurto: tutte le strategie migliori per difendere la nostra casa dai ladri.

Sistemi di allarme, inferriate alle finestre, porte blindate, doppie serrature. Quando si tratta della sicurezza delle nostre case gli scrupoli non sono mai troppi. Soprattutto quando scopriamo che, statisticamente, viene svaligiata una casa ogni due minuti. Ad affermarlo è il Censis, il Centro Studi Investimenti Sociali fondato nel 1964.

Gli ultimi dati parlano chiaro: l'ultimo decennio ha visto raddoppiare i furti nelle case degli italiani: l'incremento totale, in soli dieci anni, è stato del 126.7%. Ma qual è la parte dell'Italia più colpita? Dov'è che vengono svaligiate più case? Ebbene, è soprattutto il Nord-Ovest ad essere più colpito: Asti, Pavia e Torino sono le città in cui, statisticamente, si concentrano più furti in assoluto.

L'attuale predilezione dei ladri per le case private ha una spiegazione molto semplice: rispetto al passato, le strutture pubbliche e commerciali sono molto più tutelate. Telecamere, sistemi di sorveglianza d'avanguardia e allarmi proteggono bene uffici, banche e negozi; e, benché, queste strutture siano tuttora ambiti bersagli, l'attenzione dei ladri si è decisamente spostata verso le abitazioni private, dove i malintenzionati sono certi di trovare qualcosa da portar via e far bottino. La cronaca, poi, parla chiaro: i furti avvengono anche quando i padroni di casa si trovano tra le mura domestiche; negli ultimi dieci anni, i furti in casa accompagnati da violenza o minacce verso i proprietari sono vertiginosamente aumentati del 195,4%.

Gli italiani, complessivamente, non si sentono più sicuri, né fuori casa né in casa.

Cosa fare dunque, per proteggere le nostre abitazioni, i nostri averi e, non da ultimo, la nostra incolumità?

E' necessario adottare stili di vita e metodologie atte a tenere lontani i malintenzionati, nonché pensare di affidare l'incolumità dei nostri beni a sistemi d'allarme presenti sul mercato.

Mettiamo per un attimo la tecnologia da parte per capire come possiamo agire attivamente per evitare che i ladri svaligino le nostre case. Esistono norme di comportamento ben precise che, se seguite, contribuiscono a proteggere la nostra abitazione. Nel corso degli anni sono state portate avanti numerose campagne di sicurezza: l'ultima è stata diramata a maggio 2016 dalla Prefettura di Pesaro e Urbino. Scopriamo di che si tratta.

Il primo consiglio, che può sembrare scontato, è quello di assicurarsi sempre che la porta di casa (o il portone del palazzo qualora si viva in un condominio) siano ben chiusi: eventuali malintenzionati ci metteranno più tempo a manometterli e, di conseguenza, avranno più possibilità di essere scoperti da vicini, dirimpettai o passanti. Quando si parla di furti, infatti, bisogna sempre ricordarsi che è il tempo che scorre a scoraggiare anche il ladro più provetto, che fa affidamento proprio sulla sua rapidità d'azione.

E' bene evitare, inoltre, che si accumuli posta nella cassetta delle lettere: per i ladri potrebbe significare un'assenza dei proprietari. Se partite per una vacanza o un viaggio di lavoro chiedete ai vicini di ritirare la corrispondenza al vostro posto.

Sempre per quanto riguarda la cassetta delle lettere (ma il discorso vale anche per il citofono) è bene indicare solo il cognome, così da non rendere noto agli estranei il numero effettivo degli inquilini presenti in casa.

Per quanto riguarda le chiavi di casa, poi, abbiate cura di custodirle sempre con molta attenzione e, qualora le perdiate, è sempre opportuno procedere a sostituire tempestivamente la serratura della porta d'ingresso e del portone. Inoltre è bene non lasciare mai le chiavi di casa sotto lo zerbino o in posti simili e, quindi, facilmente intuibili da eventuali malintenzionati. Sul portachiavi, poi, evitate di apporre etichette con l'indirizzo dell'abitazione.

Quando sopraggiunge il buio, poi, è bene provvedere a illuminare adeguatamente l'ingresso della casa.

Per quanto riguarda la protezione dei valori custoditi in casa, evitate di nasconderli in armadi, cassetti, vasi, o sotto il letto o il tappeto: sono i primi luoghi in cui i malintenzionati andranno a frugare. Evitate altresì di parlare con estranei o conoscenti di quello che "contiene" la vostra casa. E' bene, inoltre, fotografare sempre gli oggetti di valore: solo così, in caso di furto, potrà essere redatta una denuncia efficace e per rivendicare le proprietà qualora vengano ritrovate.

Non dimentichiamoci, poi, di infissi, porte e serramenti. Per quanto riguarda le serrature delle porte d'ingresso, è bene orientarsi verso la serratura con cilindro europeo di sicurezza e defender esterno antitrapano. Inoltre, qualora siate in procinto di cambiare le porte d'ingresso, orientate la vostra scelta verso le porte blindate, facendo attenzione a scegliere quelle con telaio, controtelaio e battente in acciaio. E' bene sapere, inoltre, che le porte blindate possiedono una certificazione ben precisa con classi da 1 a 5. Maggiore è il numero della casse, maggiore sarà la difficoltà per il ladro di scassinare la porta.

Se abitate al piano terra o al primo piano, oltre alla porta d'ingresso è opportuno difendere anche le finestre

Oltre alle classiche inferriate di sicurezza, in commercio esistono altresì le cosiddette tapparelle blindate, che resistono in modo ottimale ad eventuali tentativi di scasso, sollevamento o torsione.

Se, invece, le vostre finestre non sono dotate di tapparelle ma di persiane, esistono molti modelli dotati di serrature: abbiate l’accortezza di scegliere quelle con più punti di chiusura.

Ovviamente le sopracitate norme di sicurezza (comunemente denominate "sicurezza passiva") possono aiutare molto a tener lontani ladri e malintenzionati dalle nostre case, eppure potrebbero non bastare. Sono sempre più le persone, infatti, che decidono di affidarsi a metodi di sicurezza più tecnologici.

In commercio esistono moltissime tipologie di antifurti e sistemi d'allarme anti intrusione, capaci di proteggere attivamente la nostra casa, ma quale antifurto casa scegliere?

Oggi è possibile scegliere tra tecnologie e range di costi molto diversi. Facciamo una carrellata delle diverse tipologie presenti sul mercato.

Gli impianti di allarme si suddividono in base alla tecnologia utilizzata, soprattutto dal punto di vista dei sensori:
Sensori ad infrarossi
Sensori a microonde
Sensori a doppia tecnologia
Impianti con contatti magnetici

Gli impianti d'allarme con sensori ad infrarossi rilevano la variazione di temperatura nell'ambiente in cui vengono installati. L'allarme suona quando il sensore rileva la presenza di un corpo umano nell'ambiente. Statisticamente, gli impianti di allarmi ad infrarossi sono quelli più diffusi: la facile istallazione, il basso consumo e la bassissima percentuale di falsi allarmi li fanno preferire agli altri.

Al contrario, gli impianti d'allarme a microonde sono solitamente utilizzati per le strutture che necessitano di alti standard di sicurezza. Funzionano sulla base del cosiddetto effetto Doppler attraverso piccoli radar installati nell'ambiente. Si tratta di una scelta comunemente poco utilizzata nelle abitazioni private: la progettazione è più complessa rispetto agli altri sistemi. Necessitano, inoltre, di un'alimentazione a fili.

Gli impianti di allarme con sensori a doppia tecnologia, come si può immaginare, utilizzano entrambe le tecnologie sopra descritte. In questo caso l'allarme scatta quando entrambi i sensori rilevano un'intrusione "sospetta" nell'ambiente in cui sono installati.

Completamente diversi sono gli impianti d'allarme che funzionano con i cosiddetti contatti magnetici. L'impianto, infatti, in questo caso, sorveglia i punti d'accesso all'abitazione quali porte e finestre. Quando l'impianto e attivo e un punto d'accesso della casa viene violato, i magneti funzionano come un vero e proprio interruttore, facendo scattare l'allarme.

E' bene comunque specificare che quando si decide di installare un sistema di allarme o un impianto anti intrusione è opportuno verificare che la tecnologia scelta risponda alle norme imposte dalla legge a livello europeo. In particolare, la Norma CEI 79-3 stabilisce che un impianto di sicurezza è adeguato al suo scopo quando il suo livello di prestazione è pari o superiore al livello di rischio.

Scegliere un sistema di allarme certificato significa scegliere una tecnologia il cui funzionamento è stato studiato e verificato da esperti del settore. Quale che sia l'impianto di allarme anti intrusione da voi scelto, quindi, è importante che quest'ultimo sia certificato secondo le normative CEI: solo così saremo sicuri che il lavoro è stato eseguito "a regola 'arte". Installare un impianto a norma impone all'impresa installatrice la responsabilità del lavoro svolto: scegliere un impianto certificato è molto importante perché, in caso contrario, qualora il sistema fosse malfunzionante, la responsabilità dell'errore e dell'eventuale danno è condivisa tra installatore e utente che ha richiesto la prestazione e l'installazione del sistema d'allarme.

Fonti
Censis
Istat
Ministero dell’interno,
CEI

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