Allarme pesce scorpione nel Mediterraneo: la sua puntura è letale

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L'Ispra lancia l’allarme: nel Mediterraneo arriva il pesce scorpione, molto pericoloso a causa del veleno contenuto nelle sue spine che può essere mortale. 

Allarme pesce scorpione nel Mediterraneo: la sua puntura è letale

Proveniente dal Mar Rosso, è già stato avvistato sulle coste tunisine e nei prossimi mesi potrebbe raggiungere i nostri mari: si tratta del pesce scorpione (Pterois miles) una specie estremamente pericolosa e altamente invasiva.

Nel comunicato dell’Ispra si segnala in particolare di fare attenzione alla pericolosità delle spine della spina dorsale, anale e pelvica, perché sono velenose e possono causare punture molto dolorose. Se si viene punti dal pesce scorpione si rischia un avvelenamento che può essere da grave a letale.

L’avviso è stato divulgato soprattutto per tutelare i pescatori che potrebbero ritrovarsi nelle reti questo pesce o coloro che durante un'immersione subacquea potrebbero toccarlo in quanto attirati dai suoi colori e dal fatto che si lascia facilmente avvicinare dall'uomo.

Fortunatamente questo pesce non rappresenta un pericolo per i bagnanti, come invece accade per la comune tracina o pesce ragno, tipica dei nostri mari, perché non si nasconde sotto la sabbia.

Entrato nel Mediterraneo dal canale di Suez Per, il pesce scorpione è stato avvistato al largo delle coste tunisine, ma nei prossimi mesi potrebbe arrivare anche vicino alle coste italiane.

L’allarme lanciato dall'Ispra non solo serve a prevenire incidenti, ma è anche un invito rivolto a pescatori e sub a contribuire al monitoraggio sulla diffusione della specie.

Il monitoraggio delle specie aliene è fondamentale per salvaguardare i nostri ecosistemi: nel mar Mediterraneo centrale sono ormai quasi 20 le specie ittiche invasive, come il pesce flauto (Fistularia commersoni) e il pesce coniglio (Siganus luridus), la cui diffusione ha raggiunto livelli importanti.

In realtà le specie aliene che causano maggiori danni nel Mediterraneo sono le alghe come la Caulerpa racemosa e la Caulerpa cylindracea che hanno ricoperto i fondali marini mettendo a serio rischio la posidonia, considerata una pianta basilare per la salute dei nostri mari.

Foto @Framepool Stock Footage

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