In Argentina saranno abbattuti 100mila castori

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In Argentina ci sono troppi castori che rosicchiano alberi secolari alterando l'habitat: ecco perché arriveranno cacciatori dal Nord America per abbatterne 100mila. 

In Argentina saranno abbattuti 100mila castori

Rosicchiano alberi secolari, alterando l’habitat, e aumentando il rischio esondazione sulle rive dei fiumi: i castori in Argentina stanno diventando un serio problema e il paese ha deciso di abbatterne 100mila.

I roditori costruiscono dighe nei fiumi della Terra del Fuoco, una regione remota dell'Argentina, rosicchiando i tronchi di alberi enormi: riescono a tagliare un piccolo albero in poche ore e a distruggerne uno grande in pochi giorni.

I bersagli preferiti dai castori sono alberi secolari di età compresa tra i 100 e i 150 anni: queste piante, una volta abbattute, non possono ricrescere e per tale motivo l’intera area sta diventando a rischio idrogeologico e le acque dei fiumi stanno inondando tutto.

A rendere ancora più rischiosa la situazione ci sono poi le dighe costruite dagli stessi castori, strutture intricate lunghe anche fino a 100 metri, che determinano la formazione di paludi dove gli alberi non riescono a crescere.

Vari studi hanno dimostrato che dopo una ventina d’anni di presenza attiva dei castori, la foresta non riesce più a tornare al suo stato originale

Per affrontare questa emergenza ambientale, le autorità argentine, in accordo con quelle del vicino Cile, hanno pianificato di sterminare circa 100mila esemplari della specie ricorrendo all’intervento di cacciatori del Nord America che opereranno su sette zone di azione nella regione della Patagonia che si estende tra i due paesi.

Stando al giudizio degli esperti del governo provinciale ci vorranno circa dai 10 ai 15 anni per eliminare un numero così elevato di roditori da questa zona

Quello dei castori in Patagonia non è un problema affatto recente: nel 1946 la Marina argentina liberò sull’Isla Grande, la principale isola dell’arcipelago della Terra del Fuoco, 25 coppie di castori provenienti dal Canada.

L’obiettivo era arricchire l’ecosistema di quelle aree e potenziare l’industria locale delle pellicce ma nel giro di poco tempo i castori si riprodussero velocemente in un ambiente privo di predatori naturali come orsi e lupi, determinando un cambiamento irreversibile nell’ecosistema di quelle foreste.

Foto © enskanto - Fotolia.com

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