Il ritorno in Europa dell’Ibis eremita

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Dopo 400 anni è riapparso nei cieli d’Europa l’Ibis eremita grazie a un progetto di migrazione controllata che utilizza velivoli ultraleggeri. 

Grazie al progetto europeo Life l'Ibis Eremita, uno degli uccelli più rari al mondo, è ritornato in Europa lo scorso settembre, atterrando in Toscana nell'Oasi WWF della Laguna di Orbetello. Questo uccello migratore, estintosi allo stato selvatico oltre 400 anni fa in Europa Centrale, è stato riportato nei nostri cieli grazie a un velivolo ultraleggero che l'ha accompagnato nella traversata.

Alcuni ricercatori volontari dell’associazione Waldrapp, pilotando ultraleggeri in volo controllato si sono "sostituiti" ai genitori degli Ibis insegnandogli la giusta rotta migratoria.

I voli di questi uccelli, che raggiungono i 301 chilometri di distanza e i 2450 metri di altitudine, vengono seguiti dai ricercatori con il GPS: le rotte sono registrate e un’applicazione consente di seguire e controllare gli uccelli durante il volo.

Sono così atterrati all’oasi toscana ben 14 esemplari di Ibis Eremita, cosa a dir poco straordinaria dato che nel resto del mondo si contano solo poche decine di coppie, ma altri ne sono attesi.

Quella della Laguna di Orbetello è una tappa importante nel percorso migratorio verso le zone di svernamento mediterranee e sub-sahariane.

L’uso degli ultraleggeri per insegnare la rotta agli uccelli migratori non è nuova: già nel 2013 altri Ibis Eremita erano giunti in Italia ma due esemplari, di nome Archimedes e Goya, avevano trovato la morte per mano dei bracconieri.

Il progetto Waldrapp di insegnare la rotta migratoria ai giovani esemplari di ibis è in grado di proseguire grazie al finanziamento europeo Life+Biodiversità e alla partecipazione di partner europei oltre che di WWF Oasi.

Anche la famosa etologa Jane Goodall, durante la visita effettuata il 12 ottobre 2014 al Parco Natura Viva di Bussolengo, ha approvato il progetto sottoscrivendo la sua adozione di un Ibis eremita.

Foto © massimhokuto - Fotolia.com

Dati raccolti

I ricercatori austriaci del progetto Waldrapp hanno finora raccolto 85 mila dati per ogni esemplare di ibis eremita.
 

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