Stop alle gabbie per conigli in Europa

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Conigli e altri animali di allevamento costretti in gabbie di dimensioni estremamente ridotte: lo stop imposto dalla Ciwf.  

E’ partita la campagna animalista internazionale che chiede forme di allevamento più rispettose del benessere animale.

Conigli, oche, maiali, polli, galline ovaiole e animali destinati alla produzione di pellami, come i visoni sono quasi sempre rinchiusi in gabbie dalle dimensioni molto ridotte.

Per Ciwf International (Compassion in world farming) è giunto il momento di fermare queste sofferenze.

La campagna internazionale dal titolo “End the Cage Age- Stop all’era delle gabbie”, ha posto come obiettivo il divieto in Europa di usare gabbie in zootecnia perché ritenute obsolete.

Le gabbie rappresentano un modello di allevamento anacronistico che infligge sofferenze inutili agli animali.

In particolare l’ala italiana dell’associazione Ciwf ha deciso di porre l’attenzione sugli allevamenti di conigli per via delle informazioni raccolte a seguito di un’inchiesta condotta all’interno di diversi allevamenti italiani.

Sono state raccolte immagini scioccanti su quanto avviene nelle strutture di allevamento intensivo: conigli ammassati al punto tale da non poter muoversi, ambienti sudici, con accumuli di escrementi e pelo, tanfo insopportabile, esemplari malati di alopecia, infiammazioni agli occhi, gravi infezioni alle orecchie e piaghe purulente.

E ancora conigli morti in decomposizione sui pavimenti sotto le gabbie, in mezzo agli escrementi. Le immagini hanno anche testimoniato la presenza di flaconi vuoti di antibiotici, di cui l’industria zootecnica fa spesso ampio uso.

Eppure altre forme di allevamento sono possibili, come accade in Belgio e Germania dove sono stati messi a punto metodi di allevamento alternativi alla gabbia, in cui i conigli possono esprimere i loro comportamenti naturali.

Ad esempio sono state allestite aree coperte in cui i conigli hanno piattaforme su cui saltare, tubi in cui nascondersi e un pavimento di plastica che non ferisce le loro zampe.

Foto © Sergey Lavrentev - Fotolia.com

Produttore mondiale

L’Italia è il principale Paese produttore mondiale, dopo la Cina, di carne di coniglio con circa 175 milioni di esemplari allevati ogni anno quasi completamente in batteria.
 

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