Come prevenire il mal di montagna nel cane

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Stai programmando un viaggio in montagna o hai deciso di trasferirti in altura? Se hai un cane e pensi di portarlo con te, dovresti prendere in seria considerazione alcuni aspetti della permanenza ad alta quota che potrebbero minare la sua salute. Questa guida ti svela quali sono e cosa fare per non fargli venire “il mal di montagna”

Capita a tutti prima o poi di desiderare la quiete di una bella vacanza in montagna. Il paesaggio, l’aria pulita e la possibilità di fare tanto movimento all’aperto e in libertà trasformano la montagna nel posto migliore in cui ciascuno potrebbe sperare di vivere. Perfino gli integerrimi dell’estate al mare, preferiscono di gran lunga andare a fare il pieno di pace e aria fresca in alta quota il resto dell’anno. Ma è davvero una buona scelta per tutta la famiglia? Non proprio.

Anche la montagna può far male

Alcuni animali che vivono con noi potrebbero risentire di un trasferimento in montagna e i loro padroni dovrebbero prestare molta attenzione nel portarceli anche se solo per brevi periodi. Sebbene non vi sia alcuna prova medico-scientifica documentata, è infatti ragionevole supporre che anche gli animali possano soffrire del cosiddetto “mal di montagna” che affligge molte persone quando salgono ad altitudini superiori a quelle a cui sono abituati.

Si tratta di un problema che di solito si presenta con una certa frequenza oltre i 2500 metri, dove l’aria è più rarefatta e la quantità di ossigeno introdotta con un atto inspiratorio è decisamente più bassa di quella inspirata a livello del mare. Comporta infatti soprattutto "fame d'aria", difficoltà respiratorie, ma anche stanchezza e facile affaticabilità al minimo sforzo dovute alla scarsa ossigenazione dei tessuti dell’organismo.
In soggetti sensibili o affetti da problemi cardiaci, ematologici e respiratori, i disturbi possono comparire tuttavia a quote più basse o essere più fastidiosi, fino ad obbligare a tornare indietro per non aggravare la malattia di base o incorrere nella pericolosissima ipertensione polmonare. Questa complicanza rende infatti ancora più difficile per il corpo utilizzare l’ossigeno e, in casi gravi, può sovraffaticare il cuore e portare a un’insufficienza cardiaca e morte in breve tempo.

Il mal di montagna si può prevenire

I rischi ci sono. Tuttavia, non è sempre necessario rinunciare all’idea di portare in vacanza con noi il nostro cane se decidiamo di andare in montagna. Una volta noto il problema si tratta solo di usare il buon senso per eliminare o contenere i possibili disturbi, come faremmo per la salute di qualsiasi altro membro della famiglia.

  1. Fate fare una visita di controllo al vostro cane prima di partire specificando l’intenzione di portarlo in montagna.
  2. Se sono presenti patologie o il vostro cane non è più giovanissimo o appartiene ad una razza a rischio, chiedete al veterinario se può affrontare il periodo in montagna e quali eventuali precauzioni o aggiustamenti delle terapie è necessario adottare.
  3. Salite in quota gradualmente fermandovi anche qualche giorno a livelli intermedi prima di raggiungere la meta finale. Tanto più si sale tanto più graduale dovrà essere la salita. L’abitudine agli sforzi fisici non è una garanzia. Anzi, diversi studi hanno dimostrato che le persone allenate incorrono più facilmente nei sintomi del classico mal di montagna perché tendono a salire più in fretta di chi non è abituato.
  4. State attenti ai segnali d'allarme: la comparsa dei sintomi quali tosse, difficoltà respiratorie, rifiuto del cibo in un cane che è stato portato in quota devono far sospettare il mal di montagna e indurre a fermarsi più tempo per consentire al suo organismo di acclimatarsi, prima di salire più in alto, o addirittura a ridiscendere per evitare che la situazione degeneri in qualcosa di più serio.
  5. Un altro sintomo da tenere d’occhio è l’intolleranza all'esercizio fisico. Lo si nota soprattutto nei cani che di solito sono molto attivi, ma tutto ad un tratto, quando vanno a fare una passeggiata, rimangono subito senza fiato e devono fermarsi spesso a riposare. Ma non sottovalutate anche la mancanza di voglia di uscire o giocare anche di cani solitamente pigri.
  6. Se nonostante tutte le precauzioni prese il vostro cane manifesta sintomi che non scompaiono o tendono ad aggravarsi non esitate a consultare in un veterinario.
  7. Controlli regolari dello stato di salute al ritorno a casa o sul posto in caso di lunghe permanenze anche in un cane che non ha manifestato particolari problemi consentiranno poi di evidenziare sul nascere eventuali complicanze da mal di montagna.

photo credit: sennenhunde.at via photopin

Cani a rischio

Alcune patologie possono predisporre i cani a sviluppare il mal di montagna e le sue complicanze se portati ad alta quota. Tra queste quelle cardiache, respiratorie o del sangue. Ma anche la bronchite cronica tipica dei cani di mezza età, e alcune caratteristiche specifiche della razza che danno difficoltà respiratorie di base come il muso tozzo dei bulldog possono far sentire di più i disturbi dovuti a un basso tenore di ossigeno nell’aria ambientale.
 

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