Negli Usa cani in carcere per aiutare i detenuti

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Negli Usa si sta sempre più consolidando la pratica di introdurre cani nelle carceri per portare sollievo e affetto ai detenuti in cambio di cure e cibo. 

Quello di inserire cani nelle carceri per portare compagnia ai detenuti è un progetto lanciato fin dagli anni ottanta e in particolare negli Usa nel 1981, quando si pensò di aiutare animali e detenuti.

Gli amici a quattro zampe arrivano da canili sovraffollati o dalla strada e vengono curati dai carcerati che in cambio di servizi di tolettatura e pensione ottengono coccole e affetto.

Il programma di inserimento dei cani nelle carceri si sta affermando sempre di più tanto che un numero crescente di prigioni statunitensi chiede di aderire all’iniziativa.

Alla base vi è l’intento di far incontrare detenuti dal passato difficile con cani abbandonati, provenienti da canili sovraffollati: si è notato che sia gli animali che le persone vivono una vita più serena.

Accudendoli e addestrandoli i carcerati, soprattutto donne, oltre a ricevere un supporto psicologico e affettivo si mantengono occupati, ricevono e imparano un mestiere come quello del toelettatore.

I detenuti non solo trovano un sostegno terapeutico nei cani ma anche l’opportunità di guadagnare qualcosa: chi aderisce a del programma guadagna infatti 1,41 dollari l'ora. Si tratta di un compenso di tutto rispetto, se si pensa che i lavori in cucina e di pulizia vengono remunerati solo un terzo di questa cifra.

Oltretutto questa iniziativa risulta particolarmente vantaggiosa anche per chi abita nelle vicinanze e desidera affidare il proprio pet ai servizi di toeletta e pensione offerti dal carcere a prezzi davvero concorrenziali.

Una delle carceri americane che ha aderito in maniera entusiastica al programma è il carcere femminile di Gig Harbor, a Washington, che offre servizi spa per i cani come bagno, unghie e taglio alla cifra competitiva di 25-80 dollari oltre a programmi di addestramento, talmente richiesti che c'è una lista d'attesa di due anni.

Non a caso proprio qui è stato completamente recuperato Pax, un Golden Retriever troppo esuberante e in precedenza cacciato da un carcere del Wisconsin in quanto ritenuto incorreggibile.

A Gig Harbor Pax ha incontrato una detenuta condannata per omicidio che lo ha addestrato fino al punto di farlo diventare un cane di sostegno per i disabili.

Foto © Robert Hoetink - Fotolia.com

Carceri italiane e cani

Anche le carceri italiane sembrano apprezzare l’impiego di cani per alleviare la pena dei carcerati. Ne sono un esempio la richiesta di Ludovico Valentini, rinchiuso a Castrogno, di poter incontrare il suo Attila e la visita di Caterina, una femmina di American Staffordshire, al proprio padrone nel carcere Dozza a Bologna.
 

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