Tutte le regole per viaggiare all’estero con il proprio pet

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E' finalmente arrivato il momento di partire per le vacanze col tuo pet. Vai all'estero? Sei certo di essere in regola con i documenti e i permessi di viaggio?

Quest’estate hai deciso di partire per l’estero portando con te il tuo amico a quattro zampe? Ricordati tre cose fondamentali: il vaccino anti rabbia, il microchip e, soprattutto, il passaporto.

Il passaporto per animali è un libretto blu contenente tutti i dati del cane (o del gatto o del furetto) come i timbri delle sue vaccinazioni, i trattamenti ricevuti e le informazioni del proprietario.

Il passaporto va richiesto all’anagrafe canina e costa cinque euro se la destinazione del viaggio è dentro i confini europei oppure otto euro se fuori dall’Europa: in questo caso spesso si deve aggiungere un’ulteriore documentazione.

Ecco perché è importante informarsi anticipatamente sulle leggi che riguardano l’espatrio internazinale degli animali, poiché  cambiano da una nazione all’altra: ad esempio a volte è richiesta la titolazione degli anticorpi contro la rabbia.

In Finlandia si deve anche dimostrate che il cane, trenta giorni prima del suo arrivo, è stato trattato contro la tenia, mentre in Sud Africa i cani devono essere testati per altre malattie.

Per quanto riguarda il vaccino anti rabbia è bene sapere che in Italia non è obbligatorio ma per l’espatrio lo è, quindi per ottenere il passaporto sarà necessario far vaccinare il proprio pet contro la rabbia.

A partire dai 3 mesi si può vaccinare il cane portandolo dal veterinario: sono necessari 21 giorni per la formazione degli anticorpi, dunque solo dopo tale periodo si può ricevere il passaporto.

Il vaccino contro la rabbia vale 11 mesi, invece in alcuni paesi dura tre anni: prima di ogni nuova partenza è sempre bene controllare che il vaccino sia ancora valido.

Il microchip è obbligatorio per legge entro i due mesi di vita e per una nuova adozione: se il proprio cane ne dovesse essere sprovvisto è possibile farlo microchippare dal veterinario prima di un viaggio, pagando però una sanzione amministrativa perché se non lo si è fatto in passato significa che non ci si è attenuti alla legge.

Foto www.cittadinanza.biz

Ingresso vietato

In certi paesi è vietato l’ingresso ad alcune razze canine: il Pitt Bull e il Bull Terrier non possono entrare in Israele, mentre lo staffordshire terrier americano e il dogo argentino non possono varcare i confini della Norvegia.
 

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