Come far accettare a un gatto l’arrivo di un bambino

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I gatti faticano ad adattarsi agli stravolgimenti che la nascita di un bambino comporta. Scopri come far accettare al tuo gatto l’arrivo di un bambino.

La nascita di un bambino è un evento accolto sempre con molta gioia da tutta la famiglia anche se comporta indubbiamente degli stravolgimenti nella solita routine familiare e tante novità che gli animali di casa potrebbero far fatica ad accettare, soprattutto all’inizio.

I gatti in particolare tollerano ancora meno dei cani tutto ciò che è stravolge la loro vita domestica. Ma la convivenza è possibile se si prestano le giuste attenzioni alle reciproche necessità.

L’arrivo di un bambino è uno stress per il gatto

Molti futuri genitori temono per il comportamento che il gatto potrà avere nei confronti del bambino, una volta nato. Nella maggior parte dei casi si tratta di timori infondati: superata la curiosità iniziale, i gatti in genere non si curano più di tanto del bambino fino a quando questi non inizierà a muoversi per la casa e a interagire più attivamente con loro. Tuttavia, può accadere che alcuni esemplari vivano male la novità e manifestino comportamenti indesiderati anche nei confronti dei neonati.

Potrebbe dipendere dal carattere dell’animale, dalla sua esperienza o dal fatto che è un po’ viziato e possessivo nei nostri confronti. Ma qualunque ne sia la causa, gestendo al meglio la convivenza tra gatto e bambino fin dai primi momenti si dovrebbe riuscire ad evitare buona parte dei problemi. Vediamo come si fa.

Come far accettare il neonato al gatto di casa

  1. Abituate il gatto con anticipo agli odori, i suoni e gli oggetti che saranno del bambino: lasciate che esplori e annusi tutte le cose, i vestiti e i mobili nuovi acquistati per il neonato mano che li portate a casa. È importante che il gatto inizi ad affrontare le varie novità legate all’arrivo del bambino prima ancora che questi nasca, per non ritrovarsele poi tutte insieme.
  2. Lasciate che soddisfi la sua curiosità avvicinandosi al bambino e alle sue cose con la supervisione di un adulto anche una volta che il bambino sarà arrivato. Se lo premierete con carezze o premi alimentari ogni volta che si avvicinerà in modo tranquillo e sereno e, viceversa, non lo sgriderete o punirete ogni volta che ci prova, imparerà ad associare alla presenza del bambino qualcosa di buono e positivo.
  3. Lasciate che il gatto sia presente, se lo desidera, quando vi occupate del bambino: parlargli dolcemente e coccolarlo mentre curiosa servirà a non farlo sentire escluso o in competizione col nuovo arrivato.
  4. Evitate di sgridare il gatto in presenza del bambino, qualunque ne sia il motivo: distraetelo piuttosto con un gioco o muovendo la scatola dei croccantini.
  5. Aiutatelo ad abituarsi ai pianti del bambino: non obbligatelo a rimanere se si spaventa e scappa, ma lasciategli sempre una via di fuga e un rifugio in cui nascondersi. Ignoratelo, semmai, quando fa così per tornare a interagire con lui quando è calmo e non si mostra spaventato.
  6. Mantenete il più possibile la routine quotidiana del gatto: orari dei pasti ma anche i momenti di gioco e interazione dovranno restare invariati.
  7. Creategli uno spazio tutto suo in cui possa rilassarsi, se non lo ha già, e incoraggiatelo a sentirlo tale interagendo con lui quando si trova in questo spazio. Lo scopo è fare in modo che non utilizzi come cuccia la culla del bambino. In ogni caso meglio chiudere la porta della stanza in cui si trova quando non siete in casa.

Foto © oksun70 - Fotolia.com

Gatti e gravidanza senza rischi

Non è sempre necessario che una donna incinta si separi dal proprio gatto nel timore di contrarre malattie che hanno ripercussioni sullo sviluppo del feto (es. toxoplasmosi). Basta parlarne col proprio medico, fare i test per scoprire se si è a rischio per alcune malattie veicolate anche dai gatti e seguire tutte le norme di profilassi del caso.

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