Come fare se il tuo gatto è iperattivo

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Scopri come capire se il tuo gattino è iperattivo e cosa fare per aiutarlo: un cucciolo così vivace non cambia atteggiamente crescendo!

I cuccioli sono curiosi e vivaci per natura. La voglia di esplorare il mondo e il bisogno di crescere in fretta, imparando quante più cose possibili prima di arrivare all’età adulta, appartengono a tutti i piccoli qualunque sia la specie a cui appartengono.

Un mondo da scoprire

Questa propensione a vivere la vita di ogni giorno come un bel gioco divertente, per quanto utile, non è tuttavia priva di pericoli. Ecco perché per tutti gli animali che non nascono già autonomi e completamente sviluppati a livello nervoso, esiste una fase in cui i genitori restano al loro fianco per vigilare affinché l’esuberanza e la vivacità non eccedano certi limiti.

Per noi esseri umani questa fase dura anni, ma per la maggior parte degli animali non supera le poche settimane o mesi.

L’identikit del gatto iperattivo

L’iperattività viene definita come un’attività motoria eccessiva e disordinata che porta a sfinimento e si associa a impulsività e difficoltà di apprendimento.

Nel gatto questa vivacità portata all’estremo si manifesta come un’incapacità a controllarsi sia a livello motorio che mentale. L’animale vive in uno stato di tensione continua, è sempre sul chi vive, reagisce ad ogni minimo stimolo. Inoltre gioca ininterrottamente, ha una tendenza esagerata a portare gli oggetti alla bocca per cui bisogna corrergli dietro per accertarsi che non stia per ingoiare qualcosa di pericoloso, si arrampica ovunque, fa cadere oggetti in continuazione e non fa molta differenza tra mobili, tende e persino persone su cui sale spesso e volentieri come se fossero alberi a sua disposizione.

In più, se si tenta di giocare con lui (o lei) graffia e morde che è un piacere. Ma se si cerca di afferrarlo o di trattenerlo, si divincola e non esita a tirar fuori le sue armi migliori: unghie e zanne affilatissime.

Insomma, un vero e proprio terremoto formato mignon. Nonostante il notevole dispendio di energia che indubbiamente comporta questa iperattività, il piccolo non sembra mai stanco: il suo sonno può essere ridotto di molto rispetto ai coetanei e solo l’appetito può risentirne aumentando in modo eccessivo.

È un problema comportamentale da non sottovalutare

Minimizzare e ripetersi che tanto “è solo un cucciolo” o che “si calmerà crescendo” è un grave errore: tutti i gattini iperattivi rimangono tali anche da adulti. Inoltre, per i proprietari e gli altri animali che ci vivono insieme aspettare troppo potrebbe essere deleterio, perché il recupero del gatto dopo i 4 mesi di vita è quasi sempre parziale, anche con l’aiuto di un esperto.

Mai dunque prendere alla leggera un gattino a cui non si riesce proprio a stare dietro. Si tratta di un vero e proprio disturbo del comportamento che deve essere affrontato in modo adeguato.

Quali sono le cause

L’iperattività di un gattino può avere diverse origini. Ma di solito se ne riconoscono tre che ricorrono con particolare frequenza in tutti i casi che arrivano all’osservazione degli esperti:

  • la separazione troppo precoce del piccolo dalla madre
  • la presenza di una madre incapace, per qualunque motivo, a badare ai suoi piccoli e di insegnargli i primi rudimenti di disciplina e vita sociale
  • la presenza di un proprietario non in grado di continuare l’educazione del piccolo anche le cure della madre e poi la separazione da lei sono avvenute nei tempi e nei modi giusti

Cosa fare

Come prima regola generale per evitare di ritrovarci con la casa distrutta e privi completamente di energia fisica e mentale, occorre imparare a riconoscere il gattino con problemi di iperattività al primo sguardo, in modo da evitare di prenderlo se sappiamo che non avremo il tempo o la forza di stargli dietro come richiede.

Test di reattività

Esiste un test molto semplice che possiamo fare sin dal nostro primo incontro col cucciolo. Consiste nel valutare se il gattino ha ricevuto una buona educazione da parte della madre nelle prime settimane di vita, prendendolo semplicemente come farebbe lei: per la collottola.

Quando la gatta afferra i suoi piccoli in questo modo non lo fa sempre e solo per trasportarli da una parte all’altra: il più delle volte lo fa per calmare i più esagitati, insegnandogli ad auto controllarsi. La reazione che il gatto adulto si attende di vedere nel suo piccolo è di calma: il cucciolo si raggomitola e si blocca in questa posizione simil-fetale senza tentare reazioni di difesa o di divincolarsi.

Afferrate il gattino per la pelle del collo e osservate come reagisce:

  • se tira fuori le unghie, miagola o si lamenta e si agita come un forsennato per sfuggire alla presa, significa che la madre è mancata o comunque che non ha avuto modo di completare il suo compito educativo nei tempi previsti
  • se si lascia prendere senza protestare, resta fermo con la testa piegata di lato, gli occhi semichiusi, le zampe piegate e la coda ricurva tra queste significa chela madre gli ha dato una buona educazione e gli ha insegnato a controllarsi

Ciò non vuol dire che dobbiamo prendere per forza il gattino più bravo a controllarsi perché l’altro non imparerà mai. Anche i gatti iperattivi possono diventare adulti sereni. A patto di trovare una famiglia adatta a loro (vedi DeA TIPS).

Photo credit © tankist276 - Fotolia.com

Una famiglia giusta per tutti

Un gattino iperattivo può calmarsi e diventare anche un adulto tranquillo e sereno se chi se ne occupa riconosce la sua vivacità fuori dal normale e l'affronta con risolutezza e tanta tanta pazienza. L'aiuto di un comportamentalista aumenta le probabilità di successo con il minor stress possibile per tutti.

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