Puppy Bill Mill: mai più animali venduti nei negozi

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La città di Boston ha aderito al Puppy Bill Mill, il decreto che vieta di vendere nei negozi e nei mercati gli animali domestici.  

Da Boston arriva una lezione di civiltà: l’amministrazione comunale ha approvato all’unanimità l’ordinanza denominata "Puppy Bill Mill" che impedisce la commercializzazione di animali domestici in vetrina, come fossero pupazzi di peluche.

L’ordinanza è stata approvata nel tentativo di contrastare la mercificazione dei pet, troppo spesso considerate una fonte di guadagno. In questa maniera si cerca di incentivare le adozioni di animali abbandonati come i cani e i gatti che vivono nei canili, nei gattili o nei rifugi.

In troppi paesi di tutto il mondo sono tantissimi gli animali venduti nei negozi o nei mercati: cagnolini, gatti, cavie, conigli e uccellini rinchiusi in gabbie talvolta maleodoranti o pesciolini stipati negli acquari.

Oltre alle condizioni precarie in cui si trovano a vivere, gli animali messi in vendita subiscono anche abusi psicologici ed emozionali. Ad esempio i cuccioli di cane vengono allevati in ambienti isolati in cui viene bloccato il processo di socializzazione venendo separati troppo presto dalle madri.

La decisione di Boston costituisce un esempio da seguire nel campo della protezione degli animali. Altre 120 città americane, come Los Angeles, San Francisco e Chicago, hanno aderito al Puppy Bill Mill

Il provvedimento del comune di Boston entrerà in vigore nel 2017 ma permetterà comunque ai negozianti di lavorare a stretto contatto con i rifugi e i canili, aiutando le varie associazioni animaliste nell’agevolare le adozioni dei pet.

E in Italia a che punto siamo con la vendita degli animali d'affezione? Di recente è stata promossa su change.org la petizione #metticiltuomuso, indirizzata ai ministri Galletti, Lorenzin e Orlando, per chiedere di modificare la Legge Quadro n. 281/91 sulla tutela degli animali, introducendo un nuovo comma che vieti di esporre i pet nelle vetrine degli esercizi commerciali.

Foto www.petsblog.it

Fabbriche di cuccioli

Le “fabbriche di cuccioli” sono un fenomeno tristemente sostenuto anche in Italia, da negozianti che accettano di vendere cuccioli provenienti da pseudo allevamenti dei paesi dell’est, costretti ad affrontare viaggi estenuanti e traumatici.
 

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