Il tuo cane si è evoluto per farti gli occhioni dolci

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Secondo uno studio inglese i cani avrebbero imparato a fare gli occhi dolci per venire incontro alle preferenze degli uomini. Ecco i dettagli della notizia. 

In base a un recente studio condotto dagli scienziati dell'Università di Portsmouth, in Inghilterra, in collaborazione con il Waltham Centre for Pet Nutrition i volti dei cani, e in particolare la loro propensione a fare gli occhi dolci, si sarebbero evoluti per venire incontro alle preferenze degli esseri umani attratti dalle caratteristiche infantili.

Secondo la ricerca pubblicata su PlosOne i cani si sono evoluti sviluppando tratti del viso infantile in modo da risultare più attraenti per gli esseri umani.

I cani, sfoggiando un bel paio di occhioni dolci e un’espressione tenera, avrebbero così più possibilità di essere scelti dato che gli uomini sono attratti da animali che ricordano loro le fattezze dei bambini

Gli scienziati inglesi avvalendosi di una nuova tecnologia, il DogFACS hanno analizzato le espressioni facciali di 27 cani di razza Staffordshore Bull Terrier e razza Mastiff di età compresa tra i sette mesi e gli otto anni di età.

Lo strumento DogFACS ha in pratica calcolato il numero di volte in cui i cani hanno sollevato le sopracciglia, ingrandendo i loro occhi, ogni qualvolta si avvicinava un potenziale padrone

In base a questo esperimento si è constatato che i cani che riproducevano un'espressione infantile di tenerezza, riuscivano ad attirare un proprietario più in fretta di quelli che non facevano gli occhioni a riprova del fatto che gli uomini trovano gli occhi grandi più attraenti, non solo nei piccoli della propria specie, ma anche negli animali.

Il processo evolutivo che ha portato a questo risultato probabilmente è stato molto complesso e quasi certamente ereditato dai lupi.

Nel passaggio evolutivo dai lupi addomesticati ai cani sarebbero state attivamente selezionate specifiche caratteristiche fisiche ma anche altre funzioni potrebbero essere state selezionate in mondo inconscio.

Foto © Željko Radojko - Fotolia.com

I ricercatori

Tra gli autori dello studio ricordiamo Bridget Waller, esperto di evoluzione della comunicazione sociale presso l'Università di Portsmouth, Kate Peirce, Cátia C. Caeiro, Linda Scheider, Anne M. Burrows, Sandra McCune e Juliane Kaminski.


 

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