Le associazioni d'Europa per restituire i cetacei prigionieri al mare

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A fine giugno si è tenuta a Bruxelles una manifestazione di tutti i Paesi europei per ricordare la prigionia di 300 creature sequestrate in 34 delfinari. 

"Non comprare un biglietto per la loro morte, ma per la loro libertà" con questo messaggio, a fine giugno, presso l'Atomium di Bruxelles, si sono riuniti i rappresentanti di tutti i Paesi europei per chiedere la chiusura di tutti i delfinari d'Europa.

A rappresentare l’Italia Ilaria Ferri direttore scientifico dell'Enpa che, da oltre vent’anni, conduce una battaglia contro la cattività dei cetacei.

Questo evento è stato organizzato con l’intento di promuovere la fine della schiavitù dei cetacei costretti in cattività: a coordinare l’attività di centinaia di rappresentanti internazionali delle diverse associazioni Ric O'Barry, l’addestratore di "Flipper" e premio Oscar per "The Cove" nel 2010.

Al momento in 15 Paesi europei ci sono 34 delfinari dove si esibiscono più di 300 cetacei come tursiopi, orche, beluga e focene: in queste strutture si esibiscono in tristi spettacoli ed inoltre è premesso nuotare, toccare e fare foto con loro.

In Italia invece, grazie al decreto 469/2001, è vietato non solo entrare in contatto con questi mammiferi marini ma anche nuotare con loro. Tuttavia questo divieto viene continuamente disatteso e proprio per questo l'Enpa ha chiesto ai ministeri competenti e al Servizio Cites del Corpo Forestale dello Stato di considerare la documentazione contenuta nel dossier redatto dalla Protezione Animali.

Il Regolamento Europeo n.338/97 non consente che questi animali siano sfruttati per fini commerciali cosa che invece avviene puntualmente.

Inoltre, la direttiva europea su zoo e delfinari (EC directive 1999/22) prevede che i cetacei in cattività dispongano di un ambiente il più possibile simile alle condizioni dei loro ambienti naturali, mentre recenti ricerche scientifiche confermano che è impossibile riprodurre le condizioni di vita esistenti nel loro ambiente naturale.

Foto © Lsantilli - Fotolia.com

Turismo sostenibile

L’unico modo per conoscere questi stupendi mammiferi marini è osservarli nel loro habitat incentivando il turismo sostenibile e l'ecovolontariato in progetti specifici che Enpa e Tethys conducono da anni.
 

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