Gli esperti riabilitano il burro: non fa male alla salute

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Non ha nessun legame con le malattie cardiovascolari e ha un effetto “protettivo” nei confronti del diabete. I nutrizionisti rivalutano il ruolo del burro nella dieta mediterranea.

Gli esperti riabilitano il burro: non fa male alla salute

 “Il burro … non è mai troppo! - sosteneva la celebre cuoca-scrittrice Julie Powel - Ogni volta che assaggiamo una cosa soffice e squisita e ci chiediamo: ma che cosa ci avranno messo? La risposta quasi sempre sarà: il burro!”. Oggi anche scienza della nutrizione ha finito per darle (in qualche modo) ragione.

Secondo il recente studio della Friedman School of Nutrition Science and Policy della Tufts University, infatti, il consumo del burro non fa male alla salute e non ha nessun legame con le malattie cardiovascolari. Anzi, questo alimento avrebbe persino un leggero effetto “protettivo” nei confronti del diabete.

Come si è giunti a queste conclusioni? Gli esperti hanno analizzato i dati di nove differenti ricerche, per un totale di più di 600mila soggetti coinvolti. Nel periodo preso in esame i ricercatori hanno imposto a 636mila persone un cucchiaio di burro giornaliero, pari a circa 14 grammi al dì. Risultato? Nel corso della sperimentazione si sono registrati più di 9mila casi di malattie cardiovascolari e quasi 24mila casi di diabete. Tuttavia in nessuno di questi casi i ricercatori hanno trovato prove che il consumo di burro possa essere stata tra le cause dell’insorgenza di tali patologie.

La correlazione tra consumo di burro, mortalità totale e malattie cardiovascolari è risultata infatti nulla o addirittura insignificante. Al contrario, sembra che il burro rappresenti un aiuto per il nostro organismo in caso di malattie come il diabete, anche se questo aspetto sarà oggetto di ulteriori investigazioni per capirne i motivi.

Ma lo studio della Tufts University è solo l’ultimo di una lunga serie di ricerche che, nel corso degli ultimi anni, hanno riabilitato il ruolo del burro nella nostra alimentazione. Basti pensare alla provocatoria copertina del Time su cui, nel 2014, campeggiava un ricciolo di burro gigante con la scritta: “Mangiate il burro”. Con tanto di sottotitolo: “Gli scienziati hanno bollato il grasso come nemico. Ecco perché si sbagliano”. A sostegno della sua tesi pro-grassi saturi la rivista citava uno studio dell’Università di Cambridge (Uk), che aveva passato in rassegna circa 80 ricerche su oltre 500 mila persone, ribadendo il fatto che i grassi saturi non aumentano il rischio di incorrere in patologie cardiovascolari. Anzi: una dieta troppo povera di grassi produrrebbe il contrario dell’effetto sperato.

Tirando le somme, il burro, se assunto nelle giuste dosi, si conferma come uno degli alimenti alla base della dieta mediterranea.

Credit@ dream79 - Fotolia.com

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