Come funziona la gestione dell'acqua dopo il Referendum

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Dopo il Referendum, ci si chiede quali siano le prospettive future della gestione dell'acqua pubblica

I Referendum della scorsa settimana hanno raggiunto il quorum: la scelta dei cittadini di recarsi alle urne ha consentito ai quesiti referendari di essere presi in considerazione e il risultato è stata una schiacciante vittoria dei sì (oltre il 90%) all'abrogazione di alcune norme.

Due quesiti riguardavano la gestione dell'acqua nel nostro Paese, un tema molto caro a chi si occupa di sostenibilità: il quesito 1 riguardava infatti la gestione dei servizi idrici e la loro privatizzazione, il quesito 2 la determinazione della tariffa del servizio idrico.

Alla luce dell'evento referendario, quale sarà il futuro della gestione dell'acqua in Italia?

Le norme, abrogate attraverso il Referendum, prevedevano la liberalizzazione del mercato dell'acqua, ovvero l'apertura ai privati. Secondo i promotori dei Referendum, nei 17 anni di gestione secondo questi principi si è arrivati ad eccessive speculazioni sui prezzi e alla necessità delle Pubbliche Amministrazioni di cedere un bene così prezioso ai provati per fare fronte ai bisogni economici.

Le ragioni del sì e del no e le prospettive future

Al contrario, chi si è astenuto o ha votato no ai Referendum sostiene che le liberalizzazioni, se correttamente gestite, potevano essere una grande opportunità per la libera concorrenza.

Il risultato più immediato del Referendum è la gestione pubblica dell'acqua: ora l'acqua sarà gestita da aziende pubbliche, senza la possibilità di procedere a gare per l'ingresso di soggetti privati. Inoltre il 40% del capitale non dovrà essere ceduto all'esterno.

Il secondo quesito, quello che aveva come oggetto la cancellazione della remunerazione del capitale investito, nella pratica ci porta a non dover pagare nella bolletta la distribuzione, depurazione e la realizzazione delle infrastrutture fognarie.

Come sempre, è importante informarsi per avere la consapevolezza dei cambiamenti ai quali andremo incontro e seguire con attenzione un'evoluzione che riguarda da vicino la nostra quotidianità.

Non solo acqua pubblica

L'acqua pubblica è di tutti ed è a disposizione, nella larghissima maggioranza dei casi, per la preparazione di alimenti e il consumo. In Italia l'acqua è buona e possiamo rinunciare all'acquisto dell'acqua in bottiglia, così dannosa per l'ambiente.

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