Isole di plastica nel mar Mediterraneo

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Uno studio del Cnr ha scoperto che le correnti del mar Mediterraneo concentrano l’immondizia galleggiante tra Toscana e Corsica. 

Isole di plastica nel mar Mediterraneo

La massima concentrazione dei rifiuti di plastica nel mar Mediterraneo si registra nel Tirreno settentrionale, tra Corsica e Toscana: 10 chili di immondizia galleggiante per chilometro quadrato. Invece nelle zone intorno a Sicilia, Sardegna e coste pugliesi la concentrazione dei rifiuti plastici è di 2 chili per chilometro quadrato.

Si tratta di valori allarmanti perché superiori perfino della ben più famosa “isola di plastica” presente nel vortice del Pacifico del nord che consiste in un’area di circa un milione di chilometri quadri in cui si è accumulata la spazzatura dell’oceano. Qui la densità delle microplastiche è di 335mila ogni chilometro quadro mentre nel mar Mediterraneo arriva a 1,25 milioni.

L’impietosa analisi della situazione del Mediterraneo arriva da un team di biologi del Cnr ed è stata pubblicata su Scientific Reports: la gravità della situazione del Mediterraneo è dovuta anche al fatto che si tratta di un mare piuttosto chiuso, in cui una particella ha un tempo di permanenza di circa mille anni

In sostanza le isole di plastica sono dovute in gran parte al packaging non riciclabile: scatole e involucri contribuiscono al 40% della microplastica presente in mare.

Per l’ecosistema marino la presenza di questo materiale composto da frammenti di meno di 5 millimetri è un danno incalcolabile: il pericolo maggiore per gli animali è il soffocamento perché questi frammenti possono anche essere ingoiati dal plancton che si trova alla base della catena alimentare del mare.

Molto pericolose sono anche le sostanze che vengono combinate alla plastica durante i processi industriali perché finiscono con l’agire come pseudo-ormoni, creando scompensi nel sistema endocrino degli animali come si è purtroppo potuto notare nelle balene.

Foto © aryfahmed - Fotolia.com

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