Come funziona e cos’è la chimica verde

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La chimica verde mira a ideare processi e prodotti chimici in grado di sostituire del tutto l’impiego di sostanze pericolose: cerchiamo di capire meglio come funziona. 

La chimica verde o chimica sostenibile consiste nel progettare e sviluppare processi e prodotti chimici capaci di ridurre ed eliminare la produzione di sostanze rischiose. Si tratta di un vasto campo di ricerche e applicazioni che hanno come obiettivo la riduzione dell’impatto della petrolchimica sulla produzione agricola.

Questo approccio innovativo ai temi della produzione agricola che implica l’uso di varietà vegetali geneticamente selezionate, fertilizzanti e fitofarmaci ha determinato un incremento significativo delle produzioni agricole in gran parte del mondo tra gli anni quaranta e gli anni settanta, una vera e propria Rivoluzione verde.

Uno dei metodi per raggiungere l’obiettivo della chimica verde è l’utilizzo di bioprodotti, cioè prodotti industriali o commerciali, diversi da cibo o mangimi, che sono composti in tutto o in parte da prodotti di origine biologica.

L’uso di bioprodotti serve a ridurre la tossicità nei confronti dell’uomo e dell’ambiente, ad aumentare il tasso di sostenibilità ambientale e incrementare la biodegradazione una volta che inizia il processo di smaltimento dei rifiuti.

Nel 2011 il Ministero dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) ha realizzato un’etichetta per i bioprodotti, definiti tali in base alla loro percentuale di carbonio rinnovabile.

Alcune categorie di bioprodotti già esistenti sul mercato europeo riguardano ad esempio le creme per dare sollievo al dolore, i prodotti per la cura delle labbra e i disinfettanti per le mani, ma anche i piatti e i bicchieri usa e getta, i liquidi antigelo, gli smacchiatori e i detergenti per i tappeti, i pannelli per l’isolamenti acustico, i detersivi per il bucato, i fertilizzanti e molti altri ancora.

Negli anni prossimi si prevede l’apertura di nuovi mercati di bioprodotti, nonostante ciò diverse critiche sono state rivolte alla chimica verde prima fra tutte la perdita di biodiversità: la diffusione degli ibridi della rivoluzione verde e le tecniche associate hanno portato alla coltivazione di poche varietà di sementi determinando per alcune varietà una riduzione del 90% dei raccolti.

Foto © lily - Fotolia.com 

Agroenergie

La filiera delle agroenergie è quella che si è più rapidamente sviluppata nell’ambito della chimica verde, un esempio su tutti è l’uso del mais per produrre etanolo.
 

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