Video guida sulla raccolta differenziata: plastica

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Esperto di ecologia
Roberto Cavallo
Video guida sulla raccolta differenziata: plastica. Segui i nostri pratici video consigli e scopri come differenziare e riciclare correttamente plastica e polistirolo.

Hai bisogno di

  • rifiuti di plastica
  • un contenitore per la raccolta differenziata della plastica
  • un contenitore per la raccolta differenziata della carta
  • un contenitore per l’indifferenziato

Step by step
I rifiuti in plastica non sono tutti uguali; ogni giorno veniamo a contatto con moltissime qualità di plastica (ne esistono infatti oltre 110 tipi). Ecco uno dei modi per riconoscerle.

  1. Controllare sugli imballaggi o sulle confezioni la presenza di un logo composto da tre frecce in posizione circolare. Talvolata all’interno del logo è presente un numero o una sigla, a indicare la molecola di cui è costituito quel tipo di plastica.

Cosa raccogliere nella plastica
Possono confluire nella raccolta della plastica tutti gli imballaggi in plastica.

  1. I principali rifiuti in plastica sono imballaggi. Prima di buttarli, sarebbe meglio sciacquare e pressare i flaconi (bottiglie di latte, d’acqua, contenitori dei detersivi) per diminuire il volume dei rifiuti che, solo per la plastica, costituisce il 40% del totale.
  2. Controllare le etichette poste sugli imballaggi: se sono in plastica, lasciarle attaccate ai flaconi o agli altri contenitori; se sono di carta, sarebbe meglio separarle e gettarle con il resto della carta.
  3. Raccogliere le sportine degli agrumi, di altri ortaggi o frutti insieme ai rifiuti di plastica.
  4. Raccogliere con la plastica anche il vasetto dello yogurt, dopo averlo sciacquato e separato dal suo coperchio di alluminio (da raccogliere con l’alluminio).
  5. Mettere nel sacco della raccolta della plastica anche i blister delle uova (solo quelli in plastica e non in cartone).
  6. Raccogliere con la plastica anche gli imballaggi della pasta che non siano di cartone o di tela.
  7. Differenziare con la plastica anche i sacchetti o le sporte in plastica.
  8. Raccogliere nella plastica i tappi di plastica delle bottiglie e dei flaconi.

Cosa non raccogliere nella plastica
Non possono confluire nella raccolta della plastica alcuni materiali che sono comunque riciclabili, ma che per questioni burocratiche non è possibile differenziare.

  1. Non raccogliere nella plastica i bicchieri o le posate di plastica che, pur essendo dello stesso materiale del vasetto di yogurt, non possono essere messi nel sacco della plastica perché non sono imballaggi. Raccoglierli quindi tra i rifiuti indifferenziati (sacco nero).
  2. Non raccogliere nella plastica pennarelli, squadrette, alcuni giochi (come il frisbee o le palle).
  3. Non raccogliere nella plastica gli imballaggi poliaccoppiati, cioè quelli composti da più elementi (per esempio le buste di plastica e alluminio).
  4. Il polistirolo è riciclabile, ma non sempre è differenziabile. Controllare le norme che regolano la raccolta differenziata nel proprio Comune per sapere se si può mettere nel sacco della plastica (a patto comunque che sia un imballaggio).

Come capire cosa mettere nella raccolta della plastica.

  1. Il rifiuto in plastica è un imballaggio? Va nel sacco della plastica. Il rifiuto in plastica non è un imballaggio? Non va nel sacco della plastica.
  2. L’oggetto in plastica è stato acquistato (per esempio le forchette di plastica)? Non va nel sacco della plastica.
PER SAPERNE DI PIÙ
  • Il polistirene (la plastica con cui sono realizzati i bicchieri e le posate usa e getta) in alcuni rari casi è riciclabile, ma è considerato dal COREPLA (Consorzio Recupero Plastiche che aderisce al CONAI) un'impurità in quanto non imballaggio. Al momento dell'analisi delle impurità da parte degli ispettori del COREPLA, se nel sacco della plastica sono presenti rifiuti in polistirene, il numero delle impurità aumenta: se queste superano il 4%, il prezzo corrisposto ai Comuni diminuisce, mentre se superano il 10% addirittura si azzera. Si tratta dunque di un danno economico per il Comune e non di un danno ambientale. In alcuni rarissimi casi i Comuni non hanno rapporto con il COREPLA, ma vendono il materiale raccolto direttamente a riciclatori; in questo caso occorrerebbe conoscere il contratto tra Comune e riciclatore.
  • Nel 2003, in tutta Europa, sono state recuperate quasi 100.000 t di EPS (polistirolo espanso) di imballaggi post uso. In Italia ne sono state recuperate e riutilizzate circa 15.000.
  • I metodi impiegati per il recupero degli scarti di produzione e d'imballaggi sono attuati direttamente dalle aziende trasformatrici di EPS o società di recupero di materiali.
    Gli sbocchi più importanti dell'EPS dopo il recupero sono i seguenti (medie europee): riutilizzo diretto in espansione 43%, compattazione 4%, rigranulazione 22%, termovalorizzazione 30%, discarica 1%.
    I principali utilizzi dell'EPS dopo il recupero sono i seguenti: frantumazione degli imballi post uso e utilizzo diretto in produzione di nuovi prodotti; frantumazione degli imballi e utilizzo per realizzare calcestruzzi alleggeriti; rigranulazione per realizzare oggetti quali cassette video, appendiabiti o elementi a profili oppure  recinzioni, panchine ecc. utilizzando l'EPS come sostituto del legno.
  • Alcuni Comuni operano una raccolta differenziata speciale per i tappi in plastica di bottiglie e flaconi: la plastica con cui sono confezionati infatti ha un valore sul mercato maggiore degli altri tipi di plastica.
CREDITS

Autore
Valentina Mele

Regia
Valentina Mele

Producer
Silvia Pezzulo

Operatori
Valentina Mele
Teo Youssoufian

Montaggio
Valentina Mele

Esperto
Roberto Cavallo, presidente cooperativa E.R.I.C.A.

In redazione
Burak Ortahamamcilar

Si ringrazia

Cooperativa E.R.I.C.A.
www.cooperica.it

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Ecologia e ambiente
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