European Green Belt: le aree militari ora sono santuari ecologici

Guida Guida

Le aree militari dell'ex Cortina di ferro, dalla Norvegia al Mar Nero passando per la cintura verde d'Europa, sono ora diventate delle oasi ecologiche. 

E’ diventato un corridoio ecologico la Cortina di ferro che ha diviso l'Europa durante gli anni della Guerra fredda.

Un tempo erano zone inaccessibili e proibite ma oggi queste aree di confine rappresentano un rifugio della biodiversità: la natura si è rimpossessata di ciò che l’uomo si era lasciato alle spalle e in quarant’anni si sono sviluppati ambienti unici.

Specie animali e vegetali che rischiavano di estinguersi qui hanno trovato riparo riproducendosi e conservandosi al meglio.

La European Green Belt è una cintura verde lunga 12.500 chilometri che attraversa otto regioni biogeografiche e 24 Paesi europei ed extra-europei

Per capire l’importanza di questo corridoio verde basta pensare che in un’area di 50 km si alternano ben 40 parchi nazionali e più di 3.200 aree naturali protette.

La European Green Belt si divide in quattro regioni: Fennoscandia, Baltica, Europa centrale e Balcanica.

Nella prima regione, la Fennoscandia, che si sviluppa dal Mare di Barents fino al Mar Baltico, le riserve naturali si estendono per un milione di ettari tra Norvegia, Russia e Finlandia. Qui trovano posto specie vegetali tipiche dell'estremo nord come muschi, licheni e foreste di conifere e grandi mammiferi come l'orso bruno e l'alce.

La regione Baltica vede la presenza di diversi habitat caratterizzati da sistemi di scogliere, spiagge, dune e lagune e riserve per milioni di uccelli migratori e animali marini.

La regione centro europea che corre lungo il Massiccio boemo fino alla dorsale delle Caravanche e delle Alpi Giulie, termina sul mare Adriatico e presenta una moltitudine molto variegata di paesaggi.

La regione Balcanica, che rappresenta la parte più meridionale della Green Belt, presenta ecosistemi alpini incontaminati, foreste, steppe, laghi e zone costiere.

Per tutelare la Green Belt minacciata negli ultimi anni dalla presenza e dalle attività dell'uomo nel 2003 è nata la "European Green Belt Initiative", sovvenzionata da fondi dell'Unione Europea e provenienti dagli Stati limitrofi.

Foto www.europeangreenbelt.org

Il ruolo dell’Italia

L’Italia partecipa ai piani di tutela della European Green Belt dal 2013 con diversi progetti come il progetto di conservazione dell'orso bruno, del lupo, della lince e del gatto selvatico o come la creazione di una pista ciclabile paneuropea.
 

Per essere sempre aggiornato sugli ultimi contenuti di DeAbyDay, clicca sulla nostra Homepage!
Ecologia e ambiente
SEGUICI