Progetto Medina: un satellite rivela lo stato di salute del Mediterraneo

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E’ stato avviato il Progetto Medina per valutare lo stato dell’ambiente marino Mediterraneo tramite rilevamento satellitare. 

A stabilire lo stato di salute del Mediterraneo d’ora in avanti ci penseranno i satelliti del progetto Medina che rileveranno alcuni parametri come la temperatura della superficie del mare, la trasparenza dell’acqua, la presenza di sostanze organiche e la concentrazione della clorofilla.

Il Progetto Medina (Marine Ecosystem Dynamics and Indicators for North Africa), finanziato con 3,5 milioni di euro dalla Commissione europea, coinvolge dodici partner europei e nordafricani, tra cui l’Agenzia spaziale europea e il Consiglio nazionale delle ricerche.

Le indagini dell’ecosistema marino sono iniziate lungo le coste nordafricane e si sono concentrate su cinque habitat di studio.

L’attenzione dei ricercatori si è concentrata sul Golfo di Gabès, in Tunisia, i cui fondali un tempo erano ricoperti di Posidonia oceanica, una pianta marina molto importante per il funzionamento dell’ecosistema e oggi purtroppo in forte declino a causa di industrie chimiche, turismo e pesca a strascico.

Gli altri habitat presi in esame sono l’ecosistema del lago costiero Burullus, quello della laguna di Nador in Marocco, quello del golfo di Sirte in Libia e quello della baia di Bèjaia in Algeria.

I satelliti impiegati nel progetto Medina forniscono molte informazioni che, integrate con dati di campo e risultati di simulazioni al computer, permettono di valutare lo stato dell’ambiente marino e pianificare opportuni interventi per tutelare la biodiversità lungo le coste meridionali del Mediterraneo.

Inoltre, grazie ai dati raccolti, si sta provvedendo a sviluppare una serie di mappe che indicano le principali pressioni che compromettono l’ambiente marino, come l’urbanizzazione della costa e la presenza di impianti industriali.

Su tali mappe sarà anche indicato l’andamento di alcuni fenomeni naturali che possono influenzare lo stato di salute degli ecosistemi, come la fioritura delle alghe che in alcune aree ha creato problemi mancanza di ossigeno. Alcune mappe sono già disponibili sul sito del progetto Medina, ma i risultati definitivi saranno disponibili solo dopo l’estate.

Foto © 1xpert - Fotolia.com

Coordinatore del progetto

Il coordinatore del progetto Medina è Roberto Pastres, professore di chimica ambientale all’Università Ca’ Foscari di Venezia.
 

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