Come si diventa meno 'Choosy'

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Se anche voi fate parte della famiglia dei giovani Choosy, forse qualche consiglio può aiutarvi a superare il blocco e trovare più facilmente lavoro.

Dopo la guerra ai bamboccioni è il momento della guerra ai "Choosy" ovvero ai giovani schizzinosi che in attesa del lavoro ideale restano disoccupati.

  • Molti ragazzi si sono subito ribellati al concetto sostenendo che non è questione di essere 'Choosy', il problema è che il lavoro non c'è e quando c'è non è stabile.

Non si può contestare il fatto che effettivamente nel nostro paese il tasso di disoccupazione è molto alto e che in alcune regioni la situazione è peggiore di altre.

Ma probabilmente ci sono anche delle abitudini negative e una rassegnazione mentale, che rendono ancora più difficile trovare lavoro

Che siate dei giovani che hanno già finito la scuola, dei ragazzi che ancora vanno a scuola o dei giovani genitori, qualche consiglio può aiutarvi

Come diventare meno Choosy

  • Innanzitutto cercate di superare l'idea preconcetta che il lavoro debba essere uno, unico, fisso e definitivo, per tutta la vita. Il precariato non è un modello, ma avere la possibilità di cambiare contesto, tipo di lavoro e mansioni è un'opportunità. Un modo di aumentare la propria esperienza professionale e personale. Una possibilità per accrescere le proprie competenze e il curricolo.
  • Considerate che nella maggior parte dei paesi del mondo i ragazzi iniziano a lavorare molto presto. Negli Stati Uniti i ragazzi iniziano le loro prime esperienze lavorative fin dal tempo della scuola superiore: lavorano durante le vacanze dalla scuola, nel fine settimana, facendo lavori manuali, lavorando come camerieri, in assistenza sociale, etc. Non sono certo lavori di prestigio e nessuno di loro probabilmente ritiene che quello sarà il lavoro definitivo, ma lo considerano (giustamente) un momento importante che costruisce la loro indipendenza, la loro competenza sociale e lavorativa. Una scuola formativa fatta sul campo.
  • Cercate di superare il concetto di personalizzazione del lavoro. Non siamo il lavoro che facciamo. Tuttavia il lavoro è una dimensione fondamentale che ci permette di esprimere la nostra persona, avere un ruolo nel mondo, far fronte alle necessità quotidiane e anche di poter coltivare i nostri interessi.
  • Cercate di considerare il fatto che nella vita tutto serve. Sempre. Siate certi che così come un giorno scoprirete quanto è stato utile aver imparato la grammatica, le equazioni e la geometria, così vi torneranno magicamente utili tutte le cose che avete imparato lavorando come operario/a, imbianchino, cameriere/a, commesso/a, facendo le pulizie, il data-entry, il contact-center, ..e così via.
  • Tenete presente che i datori di lavoro in genere valutano molto più positivamente una persona che ha fatto molte esperienze lavorative, anche in basso profilo, rispetto a chi dopo il diploma o la laurea ha atteso 'l'occasione migliore'. Perchè è un segnale della disponibilità all'impegno, alla voglia di lavorare e che già si conosce cosa significa stare nel mondo del lavoro.
  • Qualsiasi lavoro è dignitoso quando viene svolto con serietà e senso di responsabilità. Siamo noi a fare la differenza sempre, in qualsiasi contesto. Spesso è proprio questa differenza che ci consente di migliorare la nostra condizione lavorativa, avanzando di ruolo e di competenza.
  • Mantenete al centro della vostra vita la passione e l'entusiasmo in qualsiasi cosa fate. Dove non c'è passione si spegne anche la creatività che è uno dei beni più preziosi.

"Siate creativi, folli e affamati", come raccomandava Steve Jobs.

Nella media dei paesi occidentali i ragazzi concludono i loro studi universitari avendo già alle spalle delle esperienze lavorative, dei master, delle esperienze di stage all'estero, la conoscenza di altre lingue oltre alla propria.

Se volete competere alla pari dovete cercare di fare lo stesso tipo di percorso. Studiando e facendo esperienze. 

photo credit: Kris Duda via photopin cc

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