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Capricci al mare: come gestirli

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Capita a volte che il mare renda i piccoli più nervosi: ecco allora i consigli dell'esperta per una vacanza serena.

Capricci al mare: come gestirli

Per qualcuno è colpa dello iodio, per altri del cambiamento repentino delle abitudini, quello che è certo però è che i bimbi al mare diventano molto più nervosi.

I capricci possono così diventare una costante quotidiana e la vacanza in famiglia, tanto agognata, può trasformarsi in uno stress per tutti.

Cosa fare?

Abbiamo chiesto un parere alla Dottoressa Elena Maria Russo, Educatrice professionale, Counsellor e Formatrice del Metodo Gordon per una Comunicazione Efficace a scuola ed in famiglia.

Ecco i suoi consigli per una vacanza serena anche con i più piccoli!

  • Dottoressa, perché i bambini al mare fanno più capricci?

"Dicono che il mare renda ipereccitati e talvolta isterici i bambini, c’è chi dice che sia la maggiore quantità di iodio ed idrogeno presente la causa di tale cambiamento; altri invece puntano il dito sulla vita più sregolata delle vacanze al mare: orari diversi dalla solita routine ma talvolta anche ritmi più serrati se, ad esempio, si trascorrono le vacanze in un villaggio turistico ricco di attività su misura per le famiglie, senza dubbio divertenti e stimolanti. E poi il caldo, il sole costantemente addosso e tutte quelle sensazioni poco piacevoli che rendono un po’ tutti più nervosi, a maggior ragione i nostri bimbi che non sono in grado di canalizzare l’energia che accumulano durante il soggiorno fuori casa.

Il mio consiglio è di assecondare sempre i ritmi del proprio bambino soprattutto se molto piccolo: se a casa è abituato a fare i pisolini a letto cercate di non farglieli saltare per un’ora in più in spiaggia, come anche evitate pranzi troppo lunghi oppure ancora arrangiati in spiaggia; i bambini hanno bisogno di ritrovare la loro routine anche e soprattutto quando sono lontani da casa. Mettiamo le loro esigenze al centro delle nostre attenzioni anche in vacanza e ridurremo i loro capricci."

  • Come possiamo gestire il classico capriccio del bambino che non vuole prestare il suo gioco in spiaggia?

"Il caso del bimbo che non presta i propri giochi in spiaggia o in piscina è in realtà una situazione piuttosto normale e ricorrente che non deve preoccupare i genitori, i quali però, giustamente, potrebbero sentirsi in imbarazzo di fronte agli altri genitori. C’è da dire tuttavia che è fisiologico che, attorno ai due anni, il bambino mostri un atteggiamento possessivo verso le sue cose ed allo stesso tempo provi attrazione per i giochi degli altri:  in realtà sta costruendo il proprio sano senso della proprietà tenendo al sicuro i suoi tesori e usando invece quelli che non gli appartengono.

I rimproveri ed i castighi non servono a nulla ma nemmeno l’indifferenza, quindi una via di mezzo potrebbe essere la via più efficace, ovvero supportarlo con pazienza, in questa fase, stimolandolo alla condivisione senza forzature ed imposizioni. Il nostro sostegno attivo rafforza il suo senso di sicurezza, la sua autostima e abbassa il livello di ansia che può crearsi all’interno dell’interazione con pari spesso sconosciuti."

  • E se chiede a tutti i costi e in modo insistente le attenzioni di mamma e papà?

"La maggior parte dei capricci è proprio causata dalla richiesta di maggiori attenzioni. Per il bambino avere a disposizione i propri genitori 24ore su 24 è un’occasione da non perdere, mentre il genitore, dopo aver tanto atteso il periodo di ferie, esige libertà, tranquillità e relax. Ecco quindi che iniziano gli scontri, i litigi  e le sceneggiate da spiaggia che movimentano il clima vacanziero.

Il mio consiglio, da mamma di duenne prima che da esperta? Provate a godervi a più non posso i momenti insieme ai vostri figli, ricontattando il bambino che c’è dentro ognuno di voi e quindi, posate lo smartphone e le riviste da spiaggia e  via libera a castelli di sabbia fatti insieme, gavettoni, gare di nuoto e partite coi racchettoni, coccole e solletico sulla sdraio…l’effetto positivo è assicurato…per tutti!"

  • Infine, come fare se si rifiuta di fare i compiti per le vacanze?

"Dopo un anno scolastico è più che comprensibile che il bambino accusi un rifiuto dei compiti delle vacanze. E’ anche vero che però sono un obbligo da cui non può esimersi.

Anche in questo caso bisogna portar pazienza e supportare il proprio figlio magari  cercando di spiegare l’utilità dello studio estivo, aiutandolo a pianificare la gestione dei compiti senza sovraccaricarlo di impegni, dedicandogli del tempo per farli insieme. Senza dubbio apprezzerà".

© Svetlaya - Fotolia.com

Genitori e bambini
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