Il galateo dei bambini a tavola

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Poche semplici regole per imparare a stare a tavola in modo educato. Il galateo dei bambini a tavola trasforma il pasto in un'occasione di serenità per tutta la famiglia.

Il galateo dei bambini a tavola è una tappa molto importante, sia dal punto di vista generale dell'educazione dei figli, sia per consentire a noi genitori di stare a tavola piacevolmente in qualsiasi posto ci troviamo.

Poche regole ma definite e, come sempre, rafforzate dal buon esempio, consentono ai bambini di apprendere le buone maniere a tavola fin da piccolissimi

L'estate e le vacanze possono essere un'ottima occasione per imparare le regole del galateo, perché ci offrono l'occasione di essere a tavola coi nostri figli, diversamente da quanto accade normalmente durante l'anno.

  • A tavola si sta seduti

Sembra un'ovvietà ma con i bambini diventa una sfida eroica che però si può vincere con pazienza e senza cedimenti. Il cibo è nutrimento e condivisione, la tavola è un punto di incontro e di scambio anche affettivo. Stare seduti è una forma di rispetto e di attenzione per il cibo ma anche e soprattutto delle altre persone che sono sedute insieme a noi.

  • A tavola si appoggiano i polsi

Seduti a tavola in modo corretto saranno i polsi a stare appoggiati. Niente gomiti sul tavolo e niente teste ciondolanti con chiome che veleggiano sui piatti degli altri.

  • Mi passi l'acqua "perfavore"

Anche quando siamo in famiglia "perfavore" e 'grazie' sono due parole d'oro da non dimenticare mai. Se siamo al ristorante usiamo la stessa cortesia con il cameriere.

  • Sulla tavola niente giocattoli, neanche quelli degli adulti

Il rispetto per il momento del pasto condiviso inizia con mettere da parte e in pausa tutto quello che stavamo facendo fino ad un attimo prima. Niente giocattoli, pupazzi e varie sulla tavola quando si mangia. Niente telefonini, tablet, giornali e altre distrazioni. Si riprenderanno dopo.

  • Le posate servono solo per il cibo

Le posate si utilizzano per mangiare e non si fanno roteare nè si puntano contro gli altri. Soprattutto se sono forchette appuntite e coltelli. La forchetta con una mano e il coltello con l'altra, se necessario utilizzando posate di misure ridotte per aiutare i bambini, ma senza fare sconti al modo corretto di utilizzarle e riappoggiarle educatamente sul piatto dopo averle usate.

  • Il tovagliolo non è una bandiera

Il tovagliolo si tiene sulle gambe (se necessario in aggiunta al bavaglino) e, come le posate, non serve per giocare, per fare scherzi o per farlo volteggiare in testa agli altri seduti a tavola.

  • Il cibo si rispetta e anche la tovaglia

Utilizziamo sempre le posate, niente pastrocchi con le mani, impastando il cibo come fosse Pongo. La tovaglia è di tutti e facciamo attenzione a non sporcarla tirando il cibo o stando a tavola in modo scomposto.

  • La parola "schifo" è abolita dal vocabolario

Se qualcosa non mi piace porto pazienza perchè piace agli altri. Se proprio non ne posso farne a meno, quel boccone che non voglio ingoiare lo elimino con la manina davanti alla bocca educatamente, in un tovagliolo (di carta). La parola schifo è probita così com'è proibito sputare nel piatto quello che non ci piace.

  • Se devo alzarmi chiedo scusa e permesso

Se un motivo veramente urgente ci costringe ad alzarci da tavola durante il pasto chiediamo il permesso (a mamma e papà o agli altri adulti se siamo noi grandi ad alzarci) e ci scusiamo con gli altri. Poi però torniamo al nostro posto educatamente.

Foto credit: © WavebreakmediaMicro - Fotolia.com

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