Come interpretare il linguaggio dei neonati

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Fame, mal di pancia, sonno: ecco come imparare a decifrare il pianto e i caratteristici movimenti del bebè.

I primi giorni a casa con il piccolo non sono sempre facili da gestire per mamma e papà, specie se si tratta del primo figlio. Il bebè piange spesso e i neogenitori finiscono per farsi prendere dall'ansia perché incapaci di comprendere a cosa sia dovuto quel pianto a dirotto.

Tuttavia esistono dei segnali (quasi) inequivocabili che mamma e papà possono imparare a interpretare per capire se il piccolo ha fame, freddo oppure semplicemente sonno.

In tal senso potrà essere molto utile anche la lettura del libro "Il linguaggo segreto del neonato", manuale scritto dalla puericultrice inglese Tracy Hogg e diventato un vero e proprio best seller per genitori alle prime armi.

Oltre ad aiutare le mamme e i papà a saper "leggere" i comportamenti tipici del bebè così da poterne individuare le cause, il libro insegna ai genitori l'importanza di istituire con il piccolo una vera e propria routine, basata su quello che l'autrice definisce metodo E.A.S.Y, acronimo di Eat (momento della pappa), Activity (momento del gioco), Sleep (momento nanna) e infine Your Time (tempo per voi).

Ma quali sono i principlai segnali da interpretare per capire cosa vuole comunicarci il bebè?

Ecco degli esempi.

  • Stanchezza: quando il piccolo ha sonno e desidera dormire, in genere sbatte le palpebre, sbadiglia o si strofina gli occhi con i pugnetti.  Può capitare anche che si afferri le orecchie o che cerchi di graffiarsi. In genere comincia con versi nervosi che possono trasformarsi in pianto a dirotto.
  • Fame: quando il piccolo ha fame può portare i pugnetti alla bocca, tirar fuori la lingua oppure succhiarsi le labbra. Il pianto solitamente comincia prima a intervalli brevi e poi diventa continuativo e sempre più forte se il piccolo non viene allattato.
  • Dolore alla pancia. Le colichette gassose sono un disturbo tipico dei neonati, specie durante i primi tre mesi. Come riconoscerle? In genere il bebè si irrigidisce, tende a portare le ginocchia al petto e ha il volto contratto. Il pianto in questo caso è molto acuto e può capitare anche che il piccolo trattenga il respiro tra un lamento e l'altro.
  • Ha freddo. Se il piccolo ha freddo, cosa che può succedere mentre viene cambiato o dopo il bagnetto, mostra in genere un lieve tremore, la classica pelle d'oca e un pianto anche piuttosto forte.

Queste possono essere delle prime linee guida utili a decifrare i caratteristici comportamenti dei neonati: va da sé che solo l'esperienza di mamma e papà alle prese con la conoscenza del loro piccolo fornirà loro gli strumenti utili per imparare a comprenderlo sempre meglio.

Foto  © Ramona Heim - Fotolia.com

 

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