Sanremo 2017: tra discriminazione e bullismo con Mika, Luca e Paolo

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Sulla scia della polemica nata dopo la partecipazione al Festival di Diletta Leotta, Luca e Paolo dedicano il loro monologo alla paura. Mika conquista l'Ariston con il suo appello "arcobaleno" .

Sanremo 2017: tra discriminazione e bullismo con Mika, Luca e Paolo

Questo Festival di Sanremo 2017, pur nella sua pacatezza e nel suo low profile, sta regalando diverse parentesi di riflessioni su temi importanti per la società civile. Nei racconti un po' alla "C'è Posta per Te", Maria De Filippi ha introdotto i temi dell'assenteismo, del coraggio delle forze dell'ordine all'Hotel Rigopiano e, durante la terza serata, anche il tema del bullismo. La partecipazione di Diletta Leotta infatti ha ancora qualche strascico su cui Luca e Paolo hanno costruito il proprio monologo, con tanto di special guest, Nostra Signora del Piccolo Schermo Maria De Filippi. In più, grazie alla verve di Mika, si è parlato anche di uguaglianza. Il cantante ha rivolto al pubblico un appello "arcobaleno", vivido e irresistibile.

Ecco i toccanti interventi della terza serata di Sanremo 2017

Anche sul palco dell'Ariston Mika fa ballare tutti e non solo. Prima della sua esibizione, l'artista ha rivolto al pubblico un appello. "La musica fa cambiare il colore della mia anima - ha detto prima di esibirsi - posso essere bianco, blu, violetto… tutto. È molto bello essere di tutti i colori. E se qualcuno non vuole accettare tutti i colori del mondo, e pensa che un colore è migliore e deve avere più diritti di un altro, o che un arcobaleno è pericoloso perché rappresenta tutti i colori… Beh, peggio per lui. Sinceramente, questo qualcuno lo lasciamo senza musica".

Terminato il suo breve monologo, ha attaccato un medley dei suoi successi, per poi esibirsi nell'annunciato e commosso omaggio a George Michael, di cui ha cantato "Jesus to a child".

Luca e Paolo invece hanno chiuso la terza serata, quella dedicata alle cover e vinta da Ermal Meta con la sua interpretazione di "Amara Terra Mia". Il loro monologo si è concentrato sulle paure dei nostri tempi.

"Questo è il secolo della paura se c'è una cosa che ci unisce è la paura, la frase più ricorrente è 'c'è da avere paura. Io a volte ho paura di addormentarmi e di svegliarmi che è cambiato tutto, a me fa paura che non è cambiato niente. Mi fa paura l'uomo con la barba e il vestito bianco. L'islamico? No Carlo Cracco. Ho paura di perdere su un rigore che non c'è, su un fuorigioco che non c'è, su un errore arbitrale. Sei della Juve? Allora tranquillo, non succede. Mi fa paura quello con i capelli arancioni... Trump?. No, Ron. A volte ho paura dell'ignoto ... tipo Raige e Giulia Luzi chi ca** sono?.

Dopo l'apertura più leggera, arriva la parte seria. "Mi fanno paura la donne troppo intelligenti". Entra in scena la De Filippi: "A me fanno paura gli uomini troppo stupidi". E aggiunge: "Mi fanno paura quelli che sono attenti alle cose che indossi e non alle cose che dici... mi fanno paura gli uomini che non capiscono che amare una donna vuol dire amare la sua libertà".

 

 

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