Cos'è e come si pratica il caving

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Un'attività molto particolare e adatta solo a persone che vogliono mettersi in gioco, in grado però di regalare un contatto con la natura del tutto speciale.

Per tutti coloro che in estate si lamentano del caldo e del sole cocente esiste un'alternativa piuttosto curiosa al classico soggiorno in montagna, un'attività sportiva-ricreativa che si svolge in luoghi molto freschi e non toccati dai raggi dell'astro luminoso: il caving.

L'esplorazione di caverne e grotte, prima a scopo scientifico e poi sportivo, è nata verso la fine del 1800, per poi conoscere sempre maggiore popolarità dagli anni '30 del 900, sopratutto grazie a spedizioni francesi e statunitensi

Dagli anni 40 è nata quindi un'associazione americana, la National Speleological Society che ha lo scopo di promuovere l'esplorazione, la conservazione, lo studio e la comprensione delle grotte degli Stati Uniti.

Chiaramente non si tratta di una pratica adatta a tutti, in primis a coloro che hanno paura degli spazi stretti e bui, ma anche a chi non vuole introdurre consapevolmente l'elemento del rischio nel proprio tempo libero.

Esplorare una grotta molto profonda, o di cui non si conosce il percorso a memoria, può comportare qualche piccolo inconveniente, come si può facilmente intuire.

Per questo motivo, ovviamente dopo un corso introduttivo grazie al quale imparare tutte le norme e le buone abitudini dell'esploratore, è consigliato partire verso le profondità delle terra sempre almeno in coppia, ma molto meglio in gruppo.

Una buona forma fisica è condizione indispensabile, in quanto si sarà costretti a percorre cunicoli molto stretti, anche lunghi, a scalare pareti di roccia scivolose e persino ad attraversare piccoli torrenti o laghi sotterranei.

Tra i vari elementi di equipaggiamento troviamo almeno un paio di fonti di luce a persona, un casco di sicurezza (su cui in genere montare una torcia), corde e abbigliamento adatto all'ambiente.

Preoccupazione del caver è quella di salvaguardare sempre l'ambiente che percorre, cercando di non danneggiare le specie naturali che vivono nella grotta, e di non imbrattare le pareti con scritte o rovinarle con incisioni.

Per segnare il percorso si usano infatti marcatori cancellabili o segnali rimovibili durante il ritorno alla superficie.

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