Land2Lend: come ridare vita alle terre abbandonate

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Come recuperare un terreno abbandonato e incolto? Land2Lend ha trovato la soluzione giusta.

Come si può ridare vita ai terreni abbandonati? Ci hanno pensato Tommaso Romagno e Donato Macario, due giovani pugliesi, che hanno deciso di affrontare una bella sfida.

Attraverso una piattaforma di crowdfunding (raccolta fondi), Land2Lend, che loro hanno però ribattezzato crowdfarming (un gioco di parole che include il termine farming, agricoltura), hanno dato vita ad una startup per far sì che le terre abbandonate e incolte possano essere affidate a qualcuno che voglia occuparsi di esse.

I due giovani fanno notare che in Italia sono presenti almeno tre milioni e mezzo di ettari di terreno che nessuno utilizza. Di questi, trecentottanta mila sono in mano a soggetti privati. Per tentare di recuperare un patrimonio potenzialmente ricchissimo, Land2Lend (terra da dare in prestito letteralmente) è una piattaforma che permette ha chi è in possesso di uno di questi terreni inutilizzati e improduttivi di metterlo a disposizione di chi invece ha tutta la buona volontà di occuparsene.

Agricoltori e appassionati possono dunque scegliere di prendersi cura del terreno e di renderlo produttivo, salvandolo dall'oblio.

Tutto ciò diventa possibile grazie al meccanismo di crowdfunding reward based che tiene in piedi il progetto: ossia, chi investe nella produzione potrà ottenere una ricompensa. In questo caso concreto, chi finanzia il progetto agricolo (attraverso il crowdfunding, appunto) riceverà in cambio parte del prodotto fresco o lavorato che sarà ricavato dai terreni recuperati.

Ma Land2Lend è solo questo. La piattaforma si prefigge lo scopo di mappare tutti i terreni che non sono più utilizzati, siano essi pubblici o privati, indicando le caratteristiche di ciascuno e geolocalizzandoli. In più, Land2Lend offrirà consulenza sul tipo di terreno da scegliere in base alle necessità di ognuno.

Land2Lend si impegna anche a promuovere tecniche innovative per migliorare la resa produttiva dei terreni incolti e punta a promuovere prodotti di nicchia e coltivazioni biologiche e sperimentali. Ovviamente si spera che le amministrazioni pubbliche comprendano l'importanza del progetto e che mettano a disposizione i terreni abbandonati.

Foto Pixabay

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