Atmosfera fiabesca tra le montagne di Aosta

Guida Guida

Il gioiello della famiglia Challant

Tra i numerosi castelli fatti costruire dalla famiglia Challant a guardia dei principali passi della Valle d’Aosta, il più grande e meglio conservato è certamente quello di Fénis. Esso sorse in piena epoca medievale, tra il 1330 e il 1398 sul luogo di una torre più antica, per volere di Aimone di Challant; per le sue alte mura merlate, le sue torri da fiaba che si stagliano sullo sfondo delle montagne valdostane e per i suoi bellissimi affreschi è considerato uno dei monumenti più suggestivi della regione.

Dai frequenti rapporti che il suo fondatore intratteneva con la Francia, in gioventù Aimone era stato alle corti di Lorena e di Borgogna e aveva partecipato alle guerre dei Savoia nel Delfinato e nel Genovese, il castello ha un aspetto molto pittoresco in cui prevale il carattere della dimora signorile. Il maniero, infatti, non è collocato nella tipica posizione difensiva, ma si trova su una piccola collina senza difese naturali: questo comunica il ruolo non solo militare della fortezza e ne sottolinea l’aspetto residenziale.

Il castello fu abitato dalla famiglia degli Challant fino al 1716, venne quindi ceduto al conte Baldassarre Castellar di Saluzzo Paesana nel XVIII secolo. Dopo una lunga fase di abbandono e degrado, a partire dal 1885 Alfredo D’Andrade ne iniziò il recupero e il restauro, che venne poi portato a termine nel XX secolo quando il maniero fu ceduto allo Stato.

Il maggior pregio del castello di Fénis consiste nell’ampia decorazione ad affresco dell’interno: il ciclo pittorico è uno dei più importanti dell’intero arco alpino, che deve però gran parte della propria bellezza ai restauri operati nel corso del Novecento. Grande interesse e importanza rivestono le serie di affreschi delle sale e della cappella, abbellite da scene sacre, figure di santi e profeti recanti cartigli con proverbi e massime morali scritte in francese antico, ma anche personaggi della famiglia ritratti nei costumi vivaci ed eleganti della società cortese del tempo. Tra i dipinti risalta quello situato nel cortile sulla sommità della scalinata: si tratta di San Giorgio che libera la principessa e uccide il drago, classica rappresentazione medievale, attribuito a Giacomo Jaquerio, famoso pittore torinese e maggior rappresentante della pittura tardo gotica in Piemonte.

Il castello ha pianta trapezoidale ed è circondato da una doppia cinta di mura merlate intersecate da torri quadrate e torricelle cilindriche con camminamenti di ronda e feritoie. La costruzione si articola attorno al cortile centrale caratterizzato da uno splendido scalone semicircolare in pietra, da ballatoi lignei e da affreschi che creano un effetto scenografico di straordinaria suggestione. I pavimenti e i soffitti a cassettoni dei piani superiori e parte delle strutture lignee del cortile, così come anche la mobilia che arreda le sale, non sono più quelli originari, andati purtroppo perduti nell’Ottocento; l’Amministrazione Regionale della Valle d’Aosta ha voluto arredare la residenza con alcuni mobili del XV e XVI secolo trasformando così il castello nel Museo del mobile valdostano.

Dal cortile, circondato da una doppia balconata in legno, si accede alla sala d’Armi, chiamata così perché vi si conservano una rastrelliera e un congegno per i condannati a morte, alla cucina principale, con un monumentale camino in pietra, e ad altri locali di servizio. Al primo piano si trovano le stanze dedicate ai signori del castello, tutte corredate di camino per il riscaldamento e mobili antichi, e la cappella, uno degli ambienti più suggestivi soprattutto per i bellissimi affreschi. Tra questi, quello di maggior impatto è sicuramente quello della Madonna della Misericordia, raffigurata mentre dispiega il suo ampio mantello per accogliere laici e religiosi.

Il secondo piano del castello, purtroppo non a disposizione delle visite dei turisti, ha reso famoso Fénis anche tra gli appassionati di leggende e misteri: questo divieto, unito ai misteriosi rumori che provengono da tale piano, ha alimentato la macabra convinzione, già radicata negli abitanti della zona, secondo la quale il maniero sarebbe infestato dai fantasmi degli antenati degli Challant.

Castello di Fénis
11020 Fénis (AO)

Orari:
marzo – giugno dalle ore 09.00 alle 19.00
luglio – agosto dalle 09.00 alle 20.00
ottobre – febbraio dal mercoledì al sabato e
lunedì dalle 10.00 alle 17.00, domenica dalle
10.00 alle 18.00

www.comune.fenis.ao.it
Tel: 0165 764263

Per essere sempre aggiornato sugli ultimi contenuti di DeAbyDay, clicca sulla nostra Homepage!
Hobby e tempo libero
SEGUICI