Sulla via del sagrantino, in Umbria

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Da Montefalco a Scacciadiavoli, alla scoperta di una prestigiosa DOCG, della storia e dell'arte di una regione antica e famosa, della tradizione francescana e dei piaceri della buona tavola.

Umbria, cuore verde d’Italia, è terra eletta anche per l’enogastronomia. Negli ultimi anni è stato riscoperto un vitigno che era stato dimenticato a lungo e che ha raggiunto oggi i vertici e la fama nel mondo: il sagrantino di Montefalco DOCG.

A questo vino antico e prezioso è stata dedicata una strada, che si snoda per circa 60 chilometri: tocca i centri di produzione nei territori dei comuni di Montefalco, Bevagna, Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi e Giano dell’Umbria, la cui visita equivale a un vero tuffo nel Medioevo.

In particolare, Montefalco e Bevagna fanno parte del gruppo dei Borghi più belli d’Italia.

Il tour può essere effettuato con l’auto, ma esistono alcune alternative che daranno un sapore diverso alla conoscenza dei luoghi. Come resistere a percorsi, a piedi o in mouintain bike, che ti conducono a luoghi dai nomi così suggestivi come Colleallodole, Scacciadiavoli, il torrente Topino, la Fossa dell’Abisso, Ciecapecore o la Baronia di Pomonte?

Le origini del vitigno non sono chiare. C’è chi parla di selezione fatta da cloni locali, e chi invece sostiene che siano stati i seguaci di san Francesco a portarlo in Umbria dall’Asia Minore, per coltivare uve da vino per i riti dei Sacramenti: da qui al nome ‘sagrantino’ il passo è breve.

Nei documenti, comunque, già si parla della zona di Montefalco come terra da vigne addirittura nel 1088, anche se il vitigno è nominato per la prima volta in un documento cinquecentesco. Nei secoli successivi il paese viene descritto come tra le zone vitivinicole migliori. Nell’Ottocento Montefalco è ritenuto al vertice nello Stato Pontificio per i vini. Ancora, nel 1925, alla Mostra Enologica della Regione, il paese è definito il centro vitivinicolo più importante di tutta l’Umbria.

A partire da quegli anni, però, il sagrantino scompare nell’oblio, fino a che, negli anni Sessanta del Novecento, alcuni viticultori decidono di riprenderne la coltivazione.

Nel 1979 viene riconosciuta la DOC, che nel 1992 diviene DOCG. Il disciplinare di questo vino prevede solo due tipologie: il Sagrantino di Montefalco e il Sagrantino di Montefalco Passito. L’uvaggio è rigorosamente sagrantino 100%; per il sagrantino la gradazione alcolica minima è 13°, mentre per il passito è richiesta una gradazione alcolica minima di 14,5°. Per i profani, si può dire che la prima è la versione secca: questo vino rosso ha un sapore asciutto e armonico, che si abbina meravigliosamente con prodotti tipicamente umbri come i formaggi al tartufo, la porchetta e il prosciutto di Norcia. Il passito invece si ricava da grappoli che vengono messi a seccare sui graticci per almeno due mesi, poi si fermenta il mosto con le bucce; il suo sapore è dolce e abboccato ed è perfetto con il dessert.

Montefalco è il centro della produzione: il paese sorge su una collina, dalla quale lo sguardo spazia da Spoleto fino a Perugia. Per questo viene chiamato la ‘ringhiera dell’Umbria’. Racchiuso entro le mura medievali conserva le strade dell’impianto medievale, nella ex chiesa di San Francesco, ora Museo Civico, si trovano i famosi affreschi di Benozzo Gozzoli sulla vita di san Francesco, che aprono la pittura umbra al Rinascimento e ci illustrano nei paesaggi come già appariva la campagna coltivata a vite intorno al piccolo centro. In qualche angolo del paese, negli orti, si vedono ancora qua e là alcune viti, molto antiche, di sagrantino: la loro uva serviva di certo a fare il prezioso passito, bevuto solo durante le ricorrenze più importanti.

Bevagna, invece, sorta sull’antica via Flaminia, è rimasta fuori dalla storia industriale della regione. Le sue mura intatte conservano al loro interno una perfetta città medievale, con la sua piazza particolarissima dove il potere temporale e quello spirituale si fronteggiano, con palazzi e chiese intatti. Nel mese di giugno di ogni anno si tiene il Mercato delle Gaite, singolare competizione in cui i quartieri della città (le gaite, appunto) concorrono fra loro nel rappresentare il più fedelmente possibile scene di vita quotidiana ambientate tra il 1250 e il 1350. Gualdo Cattaneo merita una visita per la sua rocca dei Borgia, mentre Giano dell’Umbria e Castel Ritaldi si ditinguono per il loro impianto medievale e i loro palazzi.

Associazione Strada del Sagrantino
Piazza del Comune n. 17
Montefalco (Perugia)
Tel. 0742 378490
www.stradadelsagrantino.it

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