Torino: al museo come a uno spettacolo

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Nel capoluogo piemontese per rivivere la magia del cinema al Museo Nazionale del Cinema ubicato nella bellissima e imponente Mole Antonelliana.

Il simbolo di Torino è la Mole Antonelliana, imponente costruzione ubicata proprio nel centro della città. A partire dal 2000 è divenuta la sede del Museo Nazionale del Cinema, l'unico in Italia nel suo genere: un museo non solo da vedere, ma anche da esplorare e da scoprire, godendosi i filmati  sdraiati su comode chaise longues rosse.

Già l'edificio di per sé costituisce un'attrazione: la sua forma è piuttosto singolare ed è molto interessante dal punto di vista architettonico e ingegneristico. Tutto iniziò nel 1863, quando la comunità ebraica torinese commissionò all'architetto Alessandro Antonelli (da qui il nome) una sinagoga, per celebrare la libertà di culto che era stata ottenuta durante il regno di Carlo Alberto. Ma via via che la costruzione procedeva i costi aumentavano e i lavori furono interrotti; venne poi acquistata dal comune di Torino, nel 1878, perché diventasse un monumento all'unità nazionale. Morto l'Antonelli, il lavoro fu proseguito dal figlio e terminato nel 1889.

L'edificio è alto 167 metri e a quel tempo era l'edificio in muratura più alto d'Europa.

Prima che la Mole e il Museo del Cinema avessero un destino comune, però, dovranno trascorrere molti anni. L'idea di raccogliere cimeli e testimonianze sulla settima arte fu di Maria Adriana Prolo, chiamata dai rigattieri dello storico mercato del Balôn 'Madama Pelicula', perché era sempre in cerca di ricordi e cimeli legati al cinema. Nel 1942 il comune le dette la possibilità di esporre il suo materiale fornendole alcuni locali per allestire un museo. Nel 1991 la fondatrice morì, ma nell'anno successivo, grazie a vari enti (CRT, Associazione Nazionale Cinema, Regione Piemonte, Provincia), fu data vita alla Fondazione che porta il suo nome. Da qui la rinascita: fu assegnata la nuova sede nella Mole e affidato l'allestimento all'architetto svizzero François Confino.

Nel 2000 il museo venne inaugurato.

L'edificio ha cinque piani ed è interamente visitabile nei suoi 3200 metri quadrati: di recente sono state aperte al pubblico anche le sale sotterranee, che ospitano mostre tematiche temporanee. Un ascensore conduce fino al tempietto sulla sommità, da dove si può ammirare un emozionante panorama sulla città e sulle Alpi.

La visita al museo è stata concepita come una sorta di percorso attraverso la storia e i diversi aspetti del cinema. Il primo piano ospita l'archeologia del cinema: si parte dal Settecento e dall'Ottocento ammirando le lanterne magiche, le scatole ottiche, i teatri delle ombre, fino ai primordi della cinematografia, la cronofotografia e il kinetoscopio. Schermi dotati di touch screen permettono al visitatore di conoscere e approfondire il funzionamento di questi magici apparecchi.

Il vero cuore del museo è la grande Aula del Tempio: arredata con chaise longues, offre allo spettatore di assistere a filmati di vario genere, legati anche alle origini dell'arte cinematografica.

Le cappelle laterali ospitano materiali e documentazione sui vari generi cinematografici, dal western alla fantascienza, dall'horror al cinema catastrofico. Il viaggio prosegue salendo una rampa di scale che ricorda una pellicola che si svolge: oltre ad ammirare dall'alto la grande Aula, si scopre il forte legame che hanno sempre avuto cinema e televisione, con materiali che narrano come questa abbia modificato la vita delle famiglie italiane nel corso dei decenni.  

Ecco poi raggiunta la Macchina del Cinema: qui si impara come nasce un film, cos'è una sceneggiatura, gli allestimenti cinematografici, gli storyboard, i bozzetti, i costumi e via dicendo, con una documentazione riferita ai vari aspetti del linguaggio cinematografico, dalle riprese alle luci, agli effetti speciali. Non mancano neppure  tutte le informazioni relative alla nuova cinematografia digitale. Si accede infine alla Galleria dei Manifesti: di tutte le forme e le grandezze, una carrellata variopinta che ripercorre i punti salienti del cinema mondiale.

Ma perché tutto questo proprio a Torino? Alla fine dell'Ottocento fu fondata qui l'Itala Film, la prima società di produzione cinematografica italiana, e qui furono girati i primi kolossal: Gli ultimi giorni di Pompei, La caduta di Troia e Cabiria, nei primi anni Dieci del Novecento. E fu un torinese, Riccardo Gualino, a creare la Lux Film negli anni Trenta, che dette la possibilità a tanti talenti italiani di fare film nel dopoguerra, come Alberto Lattuada, Luchino Visconti, Pietro Germi e Luigi Comencini.

Museo Nazionale del Cinema
Via Montebello 20, Torino
Orari: martedì-domenica 9-20, il sabato fino alle 23
www.museocinema.it

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