Una foresta tropicale in Italia

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Nell'Orto Botanico di Palermo, dove si mescolano l'utile e il dilettevole

Tutto cominciò nel lontano 1779, quando a Palermo, con la fondazione dell’università, fu istituita la cattedra di Botanica e Materia medica. Siccome uno degli scopi principali di questo orto fu dall’inizio l’introduzione e l’acclimatazione di piante utili di interesse alimentare, medicinale, ornamentale e tessile, si deve proprio a questa istituzione l’introduzione in Europa del mandarino e del nespolo. Il suo motto è Miscuit utile dulci, motto oraziano che significa ‘Si unisca l’utile’, cioè lo studio della botanica, ‘al dilettevole’, vale a dire la piacevolezza e la bellezza delle piante.

Per l’allestimento dell’orto botanico fu assegnato nel 1789 un appezzamento di terreno accanto a Villa Giulia, una villa senatoriale realizzata nel 1777. L’orto comprende anche alcuni edifici, costruiti fra il 1789 e il 1795. Il principale è il Gymnasium, che ospita lHerbariumMediterraneum (collezioni dei cosiddetti exsiccata), la biblioteca e una sala conferenze. I due padiglioni laterali sono il Tepidarium e il Calidarium, costruiti su progetto dell’architetto francese Lèon Dufourny. Come dice il nome, questi due ambienti furono progettati per essere adibiti a serra calda e fredda, ma oggi sono organizzati come sale per ospitare mostre.

Dal piccolo appezzamento di partenza del 1789, si giunse ai 10 ettari di superficie nel 1906, che è anche quella attuale. Vi si trovano numerose sezioni dedicate a piante e ambienti diversi. La parte più antica, piuttosto ampia, venne allestita dal padre francescano Bernardino da Ucria tra il 1789 e il 1791: è divisa in quattro parti e le piante sono collocate in modo da seguire la classificazione di Linneo. Un altro settore organizzato in modo simile è quello approntato all’inizio del Novecento, dove è stata seguita invece la tassonomia del botanico polacco Adolf Engler, tra gimnosperme e angiosperme.

Altri settori poi nascondono delle vere meraviglie: per esempio il cicadeto permette di ammirare le specie vegetali più antiche apparse sulla Terra, prima del Mesozoico: c’è un esemplare di Cycas revoluta che ha più di 200 anni, e fu donato da Maria Cristina di Borbone nel 1799. L’antico giardino delle succulente ospita tanti esemplari di piante grasse; nella sezione sugli ambienti, fra le specie esotiche ci sono anche uno spettacolare Ficus rubiginosa i cui rami coprono una superficie di diverse centinaia di metri quadrati e un Ficus magnolioides, che ha più di 150 anni di età, con i rami collegati al suolo da poderose radici aeree.

Una grande vasca rotonda è l’habitat di scenografiche ninfee dalle foglie gigantesche, che d’estate hanno fioriture dai mille colori. Nelle serre (una risale al 1860) vegetano numerose specie di piante provenienti dai Paesi tropicali e subtropicali, come il caffè e la sensitiva. Un’altra serra ospita un ambiente desertico con diversi cactus e un’altra ci offre uno scorcio di foresta equatoriale. Fino al 1973 esisteva anche il Giardino Coloniale, dove si faceva ricerca su piante utili (per uso medicinale, tessile, alimentare ecc.): oggi è suddiviso nel Settore Sperimentale, dove, come dice il nome, si conducono studi e ricerche su piante come il cotone, la canna da zucchero, il sorgo, e nel settore Piante utili, che sono raggruppate seguendo il criterio del loro uso: piante da resina, da caucciù, tessili e oleose. Nell’ambito della sperimentazione si muovono anche la Banca del Germoplasma, che ha lo scopo di preservare il patrimonio genetico della flora mediterranea, e il semenzaio, dove si raccolgono semi e spore di piante spontanee della Sicilia e dell’Italia meridionale e coltivate nell’orto.

Sempre nel campo delle piante utili ecco il Giardino dei Semplici, dove troviamo piante officinali e utilizzate anche in cucina, come l’origano, l’iperico, la salvia e la menta. Il nome ‘Giardino dei Semplici’ è di origine medievale: i semplici infatti erano le piante usate per la produzione di medicamenti. Questa carrellata fra le piante utili del mondo prosegue nel frutteto tropicale: qui i ricercatori hanno acclimatato con successo tante specie esotiche, come il mango, la papaya, il banano, l’avogado. Ottanta specie di palme vegetano invece nel palmeto: provengono dall’America centrale e tropicale, dall’Asia tropicale e da isole come il Madagascar e Cuba.

Orto Botanico di Palermo
Via Lincoln 2
Orari: da novembre a febbraio 9-17
marzo e ottobre 9-18
aprile e settembre 9-19
maggio-agosto 9-20
www.ortobotanico.unipa.it

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