A Bologna, sulle tracce della madre di tutte le università

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Nel capoluogo emiliano: tra antichi collegi e sale anatomiche, scopriamo insieme l'Università di Bologna.

Bologna la Dotta, e non a caso. La sua università, infatti, è la più antica del mondo occidentale: il suo motto è Alma Mater Studiorum, la ‘Madre Nutrice degli Studi’. La città, però, non è certo troppo solenne o troppo seria; è allegra, animata, piena di studenti e centro di nuove e continue iniziative. La Torre degli Asinelli e la Garisenda, il Duomo di San Petronio, i portici affollati: eppure non sono solo questi i suoi simboli.

L’università ha plasmato la città ed è parte inscindibile del tessuto urbanistico, crescendo insieme nel corso dei secoli.

Prima di incamminarci alla scoperta dei luoghi universitari, è necessario conoscere alcune informazioni storiche.

Fu un comitato scientifico guidato da Giosue Carducci, nel 1888, che fissò come data di fondazione dell’università il 1088, dal momento che studi filologici collocavano tra il 1075 e il 1090 l’inizio della sua attività scientifica. L’università come istituzione nasce nel Medioevo: proprio a Bologna cominciano a insegnare alcuni maestri del diritto, come Irnerio e Pepone. L’imperatore Federico I, nel 1158, proclama la Constitutio Habita, nella quale, fra l’altro, si indica l’università come il luogo eletto dove poter fare liberamente ricerca.

Successivamente, dopo il diritto, si aggiungono anche le cosiddette ‘arti’, vale a dire la filosofia, l’aritmetica, la medicina e l’astronomia; studieranno a Bologna, fra gli altri, anche Dante, Petrarca, Guinizzelli. A Bologna spetta anche un altro primato straordinario: lo studio dell’anatomia umana come materia fondamentale per la medicina. Il primo a fare lezione di anatomia dissezionando i cadaveri fu Mondino de’ Liuzzi, di cui abbiamo notizia del suo operato nel 1315. E nella sede dell’Archiginnasio, nel 1637, fu creata una bellissima sala ad anfiteatro come teatro anatomico. Successivamente la fama di Bologna non cesserà: trascorreranno qui dei periodi di studio il medico Marcello Malpighi, lo scienziato Luigi Galvani, gli scrittori Torquato Tasso e Carlo Goldoni.

Dunque molti luoghi portano ancora le tracce di questo glorioso passato. Il percorso può iniziare dalla zona di Porta Nuova. Nel Medioevo non esisteva ancora una sede per l’università, e le lezioni venivano tenute in casa degli studenti oppure in sale affittate dal Comune, che tra l’altro proponeva abitazioni carissime agli studenti ricchi che venivano dall’estero. Adibiti ad alloggi, molto simili ai moderni college, erano la chiesa di San Procolo (già esistente nel Mille), dove abitavano gli studenti di diritto e il Collegio di Spagna (creato dal cardinale Albornoz nel 1364, in uno stile tra il gotico e il rinascimentale), che ospitava studenti provenienti dal medesimo paese straniero.

La tappa successiva sono le Tombe dei Glossatori, lettori dello Studium, che si trovano presso le chiese di San Domenico e San Francesco; le basiliche erano i principali punti di riferimento rispettivamente per gli studenti di diritto (i ‘legisti’) e per gli ‘artisti’ (che studiavano medicina, filosofia, astronomia, logica, retorica e grammatica). La Lapide della Pace, del 1222, è custodita nel Museo Medievale in via Manzoni, e ricorda il patto stipulato tra il Comune e gli studenti a causa di un reato commesso da uno scolaro; il museo conserva anche bassorilievi raffiguranti scolari a lezione e monumenti funebri dei docenti.

Si giunge quindi nella piazzetta della chiesa di Santa Maria della Vita, presso la quale è il portico dell’antico ospedale di Santa Maria della Morte, delimitato dalla vie Marchesana, de’ Foscherari e dei Musei; dall’Ottocento ospita il museo archeologico e la biblioteca dell’archiginnasio. Adiacente è il palazzo dell’Archiginnasio, cinquecentesco, che ospita ancora il teatro anatomico dove si tenevano le lezioni di anatomia. Il palazzo della Mercanzia, in via Castiglione, conserva una lapide che testimonia l’esenzione dei dazi concessa agli studenti universitari di Bologna, avvenuta all’inizio del Quattrocento.

Ultima meta fondamentale è Palazzo Poggi, cinquecentesco, che dal 1803 divenne sede dell’Università. Una sosta divertente per chiudere l’itinerario può essere il MeuS, il Museo degli Studenti e della Goliardia che raccoglie documenti e oggetti legati al mondo universitario, dal 1380 fino a oggi.

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