Nella grotta della Sibilla, sui monti Sibillini

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Tra natura, storia e magia nel Parco Nazionale tra Marche e Umbria, alla scoperta di miti e leggende del passato.

I Monti Sibillini erano conosciuti nel Medioevo in tutta l’Europa come una zona popolata da fate e demoni. Si diceva che la Sibilla vivesse in una grotta su quei monti e lì vaticinasse. Un’altra leggenda riguarda il lago di Pilato, dove si sarebbe inabissato il carro trainato da buoi che trasportava le spoglie del celebre procuratore romano. Quest’area ‘magica’ d’Italia fa parte del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, che si estende per 71.437 ettari nelle Marche e in Umbria, nelle province di Ascoli Piceno, Fermo, Macerata e Perugia.

Sorto a tutela dell'ambiente naturale dei monti Sibillini, il parco protegge un'area caratterizzata da prati, gole, canyon e da numerose vette che superano i 2000 metri, come i monti Vettore, Sibilla, Priora e Argentella, e la cima del Redentore. Il versante orientale dei Sibillini è solcato da valli strette, come quelle dei fiumi Aso, Tenna e Ambro, mentre dal versante occidentale nasce il fiume Nera. L'area protetta comprende anche le caratteristiche depressioni d'alta quota denominate piani di Castelluccio, il lago di Pilato e quello artificiale di Piastra, dove si rispecchiano le vette dei monti circostanti, e da cui si può raggiungere la valle dell'Acquasanta, con le sue splendide cascate e la Grotta dell'Orso, nome che testimonia la passata presenza di questa specie anche sui Sibillini.

La varia morfologia del territorio, che include rilievi compresi tra i 500 e i 2500 metri circa, ha determinato la formazione di ambienti molto diversi tra loro. La roverella, il carpino nero e quello bianco, caratterizzano il patrimonio boschivo fino ai 1000 metri di altitudine, cedendo il passo, oltre i 1000 metri, alla faggeta, prima mista poi pura; altre specie arboree sono l'orniello, il cerro, il castagno, il leccio e l'acero montano. Sui prati si possono ammirare fioriture di anemoni alpini, narcisi, stelle alpine, gigli martagoni, genziane e genepì dell'Appennino.

Vivono nel parco, tra gli altri animali, il lupo, il gatto selvatico, il capriolo, l'istrice, la martora e l'arvicola delle nevi. Sono più di un centinaio le specie di uccelli osservate, tra le quali l'aquila reale, il falco pellegrino, il gufo reale, l'astore, la coturnice, il picchio muraiolo, il fringuello alpino e il gracchio corallino. Tra i rettili è interessante la presenza della vipera dell'Orsini; le acque del lago di Pilato costituiscono l'habitat di un piccolo crostaceo fillopode, privo di guscio, chiamato chirocefalo del Marchesoni.

Numerosi e suggestivi i centri storici di origine medievale inclusi nell'area protetta, da Amandola a Norcia a Visso.

Norcia è la patria di San Benedetto ed è famosa per il suo centro storico. Da qui partono le escursioni alle ‘marcite’, originale sistema di irrigazione permanente dei prati realizzato fin dall’antichità. Vari i conventi e le abbazie che punteggiano questo territorio, come quella di Sant'Eutizio, presso Preci, divenuta famosa per la capacità dei monaci di curare i malati con le erbe officinali della zona.

Nel parco sono stati istituiti i Centri Visita, come La Casa del Parco di Arquata del Tronto, annessa al Centro dei Due Parchi che, oltre a struttura di ricettività turistica, si propone come Centro di Formazione e di Educazione permanente. A Montemonaco invece si può visitare il Museo della Sibilla, che fa rivivere miti e leggende del passato.

Il territorio è adatto agli amanti del trekking.

Si possono seguire i percorsi storici, che si dipanano tra i paesi medievali, oppure vivere un'esperienza indimenticabile lungo i sentieri del Grande Anello dei Sibillini, un percorso escursionistico di 120 km che permette di scoprire l'intera catena montuosa in nove giorni di cammino.

Tra i prodotti tipici del territorio, che è innanzitutto il regno della transumanza, si ricordano il pecorino, ma anche la ricotta, fresca o stagionata, vari salumi come la coppa, la lonza e il capocollo, le lenticchie di Castelluccio e il tartufo nero. Nelle campagne marchigiane è diffuso il Mistrà: un ammazzacaffè tradizionale, prodotto per distillazione alcolica e aromatizzazione, con l'anice verde, il finocchio selvatico e con frutta come mele e arance.

Parco Nazionale dei Monti Sibillini
Piazza del Forno, 1 - 62039 Visso (MC)

www.sibillini.net

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